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Scritto da: Raffaele Caponetto
Si parla molto, a proposito ed a sproposito, di razzismo. In tanti dichiarano di non essere razzisti, solo per evitare un linciaggio mediatico. Inevitabilmente si dibatte sul tema della cittadinanza per nascita sul territorio italiano, (iure soli). Le motivazioni, le interpretazioni e gli argomenti personali, in proposito, sono le più disparate e fantasmagoriche. Eppure la legislazione italiana, in materia, riassume in poche righe chi ne ha diritto. Essi sono i nati da genitori ignoti o apolidi oppure da genitori che secondo la legge dello Stato di cui sono cittadini non trasmettono la propria cittadinanza. Detto questo si può anzi si deve essere "razzisti" nei confronti di coloro che promuovono pratiche di mutilazioni degli organi genitali femminili: infibulazione o circoncisione faraonica, escissione clitoridea con tutte le varianti a secondo dei Paesi dai quali provengono. Infine, e non ultimo, si deve essere "razzisti" nei confronti di coloro che praticano, come nei loro Paesi di provenienza, il totale asservimento delle donne agli uomini. Non si può e non si deve concedere la cittadinanza italiana a chi non fa propri gli usi, costumi e mentalità italiana.
Composto martedì 7 maggio 2013

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