Poesie inserite da Michela Zanarella

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Scritta da: Michela Zanarella

Qualcosa che amo

Comincio dalla polvere di un ricordo
come qualcosa che amo.
Dico fratello e pianura
e traduco l'ombra di un salice
nell'agile calore di un legame che resta.
Gli orizzonti vogliono la nuca
ed il silenzio genuino di un amore
che affollano il sangue e la soglia
di una distanza.
Composta domenica 20 novembre 2011
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    Scritta da: Michela Zanarella

    L'eco bianco delle stelle

    È notte,
    un rincorrersi buio di sogni
    sotto l'eco bianco delle stelle.
    Cerco il rumore chiaro della luce
    tra le gonne di una luna in equilibrio.
    Aquiloni neri confondono
    le gerarchie del cielo.
    Vorrei capire,
    capire e sentire il passo veloce
    delle distanze,
    aggrappandomi alle labbra
    di un silenzio quasi perfetto.
    Al contatto con i miei occhi
    le allegrie di una cometa
    annusano le lenzuola del confine.
    E fuggo con la pelle
    a godere
    il naufragare lento di un nettare
    d'estate.
    Composta lunedì 10 agosto 2009
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      Scritta da: Michela Zanarella

      Un angolo solo per noi

      Scegliere il cielo
      per guardarti dall'alto
      lasciandoti andare nel silenzio
      del vento.
      Far cadere un aquilone
      dalle nuvole
      solo per farti alzare lo sguardo
      verso il mio mondo.
      Come un angelo
      ti aspetterei per ricominciare
      l'amore
      o forse solo per coprire
      il rumore
      di un battito sospeso
      nel cuore.
      Se ci fosse un modo
      per poterti spiegare
      quanto sogno di poter restare
      accanto a te all'infinito
      guarderei negli occhi il destino
      lo obbligherei a tenerti vicino
      alle mie ali che sanno di pace
      alle mie mani che respirano luce.
      Esiste un angolo solo per noi
      come un raggio di sole
      come un segreto sul fondo del mare,
      milioni di volte lo abbiamo rincorso
      e forse senza volerlo
      l'abbiamo nascosto
      in un paradiso sommerso.
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        Scritta da: Michela Zanarella

        In un lampo mare aperto

        Traiettorie di fuoco
        l'amore è un gioco
        vibrazioni emozioni
        aquilone il cuore
        assente il tempo
        scotta l'energia
        sfreccia il corpo
        con la follia.
        Non tace lo sguardo
        luna e sole a contatto
        il cielo un letto sfatto
        la fiamma l'universo
        l'istinto un viaggio perso.
        Fonte di coraggio
        una carezza dolce
        e lenta
        la voce che rallenta
        in un lampo mare aperto
        il fiato il mio concerto.
        Liberazione un sospiro
        l'abbraccio un mondo
        di calore
        l'istante luce che sfugge
        incrocio di paradisi
        il battito insistente
        nettare d'anima e mente.
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          Scritta da: Michela Zanarella

          Chiare sembianze

          Il cielo che amo
          ascolta la mia voce
          come luce e anima
          di una saggia innocenza.
          Un filo d'azzurro
          è l'unica certezza
          del mio vivere.
          Cammina tra le altezze
          il mio destino
          in bilico tra la polvere
          e l'arancio del mattino.
          E ciò che vedo
          sopra le nuvole
          è un antico infinito
          che non aspetta altro
          che il mio minuscolo respiro
          per sussurrare alla terra
          silenzi e speranze.
          So che in un angolo nascosto
          mi attendono le mie chiare
          sembianze,
          una vita diversa
          un tempo misterioso.
          La mia esistenza
          come omaggio all'eterno
          che s'affaccia.
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            Scritta da: Michela Zanarella

            Segrete allegrie

            Amarmi in questo tempo
            di memorie sconvolte,
            in una terra che attinge
            respiri dagli inferni,
            mi svuota il cuore.
            Stanno immobili
            i miei occhi
            davanti allo sbarco
            di nuvole sterminate
            da nebbie assetate.
            Non restano che strade
            dipinte sulla tela
            della vergogna
            e fragili uomini
            che cercano nell'aria
            delusa
            un regno per piangere
            tranquilli.
            Come una luna
            che dondola dalle palpebre
            della notte
            voglio entrare nelle segrete
            allegrie
            di un cielo che sogna.
            Io che penso all'amore
            anche nel buio più
            assurdo,
            mi consolo del misero
            fiato del destino.
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              Scritta da: Michela Zanarella

              Tutte le alleanze del destino

              In equilibrio
              tra il silenzio delle strade
              ed il respiro di cieli inchiodati
              alla pioggia,
              la mia mente ripete
              l'eco di un freddo vivere,
              dove l'erba ha il profumo del ghiaccio
              e la luce assorbe tutte le alleanze
              con il destino.
              Attrae e spaventa l'urlo del vento
              che falcia innocenti fatiche
              della terra.
              Dove incontenibili speranze
              aspettano il richiamo di Dio,
              si sentono orizzonti riascoltare
              il passato
              e stringere intimità negli angoli
              più oscuri dell'infinito.
              Poi si fondono atmosfere
              ed aquiloni,
              come metalli segreti
              sciolti nell'alabastro del tempo.
              Palpita piano l'anima.
              Passano gelidi istanti
              e crudeli tracce d'amore dimenticato.
              Il mio volto sembra aver perso
              il suo confine
              ed il cielo ora ha le mie labbra.
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                Scritta da: Michela Zanarella

                Lo splendore tra le distanze

                Adesso parlano.
                Venti arrossati
                dall'inverno
                ripetono il viola
                di una bellissima bufera.
                E il cielo sfoglia
                le pioggie come pagine
                d'ombra pronte a precipitare.
                Sono come sempre
                in mezzo,
                tra il grigiore del tempo
                e lo sbadiglio di una nuvola.
                Potrei giurare di conoscere
                a memoria le voci di ogni stagione,
                il commovente suono
                delle nevi
                l'umile rimbombo del sole
                il boccheggiare pallido della nebbia.
                Ma mi disfo delle mie certezze
                appena un po' di brina si abbandona
                tra le foglie cercando una vecchia quiete.
                Lo so, gli anni non sono mai gli stessi
                e tutto può cambiare.
                Certo, se ora il vento
                dice la propria tristezza
                anche alle siepi,
                mi sento senza privilegi,
                una lenza buttata a caso
                tra le acque.
                Potevo essere lo splendore
                tra le distanze,
                uno sfrenato silenzio che ancora
                continua.
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