Scritta da: Elena Dandini
Sei anello forte
della mia catena spezzata,
corona di re
per la mia testa pensierosa,
guanto vellutato
per il mio cuore in affanno.
Dio dei miei pensieri laici
compagno adorato
del mio cammino solitario.
Mia speranza
di un futuro incerto
mia realtà e mio sogno,
presenza e ombra.
Sei il tutto
che mi lega
e mi scioglie i pensieri
che volano sempre,
aquiloni gioiosi,
a te.
Composta mercoledì 28 ottobre 2015
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    Scritta da: Elena Dandini
    Quante anime
    ha accolto il mio cuore!
    È un oceano il mio cuore
    poche vi hanno navigato a lungo
    tante vi hanno fatto naufragio.
    E tu, anima di mare,
    appena imbarcata
    affronterai questo viaggio
    alla conquista del mio mare?
    Forse è un viaggio
    che non vuoi fare,
    o che farai in altro tempo
    solo tu conosci la rotta
    io posso solo attendere
    il levar dell'àncora.
    Composta giovedì 11 giugno 2015
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      Scritta da: Elena Dandini
      Ho percorso chilometri
      ogni metro
      un pensiero,
      un sentimento,
      un sogno.
      Ho consumato
      le suole del cuore
      nella ricerca
      di tutti quei luoghi.
      Alcuni
      li ho trovati
      e vi ho riposato,
      per breve tempo,
      per lungo tempo,
      o per nulla affatto.
      Il mio viaggio
      continua sempre,
      pellegrina di emozioni,
      troverò altri luoghi
      meno accoglienti,
      più accoglienti,
      o inaccoglienti.
      Il paese che cerco
      forse non esiste,
      forse e'ancora lontano,
      forse non vi arriverò mai,
      ma continuerò
      il cammino,
      finche'ci saranno
      ancora
      i tacchi.
      Composta venerdì 31 dicembre 2010
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        Scritta da: Elena Dandini
        E adesso
        voglio ridere
        delle mie passate priorità
        inutili e castranti,
        delle lacrime versate
        che solo le mie mani
        hanno asciugato,
        degli sguardi ottusi
        di un'umanità
        senza sogni,
        dei miei sogni
        mai realizzati.
        Degli uomini
        che hanno il rimpianto
        di avermi perduta
        e per quelli
        che mi perderanno ancora,
        alla loro vilta,
        alla loro libertà
        ingabbiata.
        E rido
        delle donne
        omolagate
        in parole,
        pensieri
        opere e
        omissioni,
        delle madri
        che non sono amanti
        e delle amanti
        senza figli.
        E continuerò
        a ridere
        sotto i miei cappellini retrò,
        avvolta dal fumo
        delle mie sigarette,
        sorseggiando
        i miei caffè
        libera
        insieme
        alla mia musica.
        Composta sabato 20 novembre 2010
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          Scritta da: Elena Dandini
          I compiti
          sono finiti da tempo,
          l'ultimo
          si è appena concluso.
          La scolara diligente
          non ha più
          dettati da scrivere,
          ha svolto
          tutti i componimenti
          e la chiosa dei pensieri
          ha avuto la sua morale.
          Mai
          è stato assegnato
          il tema principale,
          il più importante
          da elaborare.
          Quindi non resta
          che chiudere
          il quaderno
          con tanti errori
          di distrazione,
          di stanchezza,
          di ignoranza,
          ma
          mai
          di inefficienza.
          Composta giovedì 30 dicembre 2010
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            Scritta da: Elena Dandini

            La recita

            Giullare,
            femme fatale,
            svampita,
            cortigiana.
            Una recita continua
            per me,
            per gli spettatori
            a volte attenti,
            ma quasi sempre distratti.
            Per non morire,
            per sentire che esisto,
            per sentirmi utile,
            importante,
            consigliata,
            amata.
            E ad ogni recita
            aggiungo o tolgo
            battute
            o qualche scena ad effetto
            perché la noia
            non sovrasti
            la mia pièce.
            Composta lunedì 25 luglio 2011
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              Scritta da: Elena Dandini
              Perdona
              ma non odo più
              parole che dici.
              Il mio sentire
              è improvvisamente sordo
              al tuo pianto
              senza lacrime e ai tuoi indizi d'innocenza.
              Il mio corpo
              non accetta più carezze e baci
              che davi,
              un prepotente estetico disgusto
              mi soffoca.
              Non fingo sensazioni
              per asciugarti gli occhi,
              non oltraggio la mia mente
              con pietose testimonianze.
              La mia pelle,
              la mia bocca
              e le mie mani
              hanno siglato la condanna
              senza prove d'appello.
              Composta lunedì 8 agosto 2011
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