- Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che ci metti un'ora e mezzo per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che tu sia l'ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo, e non c'entra il fatto che sia Capodanno. Sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile. - Ecco... tanto sei il solito imbroglione! Mi dici queste cose... e poi mi spieghi come faccio ad odiarti io? ... E invece io ti odio... ti odio... ti odio.
È sempre così... Se devo dirti una cosa importante riesco soltanto a scriverti perché parlare davanti a te è impossibile: mi perdo, balbetto, oppure sto zitto come ho fatto anche troppo in questi giorni. Sono troppo incerto e confuso per valere quanto il tuo futuro; è meglio che mi faccia un po' da parte perché tu possa accostare il mio ricordo ai tuoi progetti e valutare seriamente quale delle due cose ti somigli di più, sia piu tua e meriti di più la tua energia e la tua attenzione. La mia paura è che un giorno tu possa identificarmi come i tuoi rimpianti, paura che tu non me lo dica e che lasci a me la responsabilità di leggertelo negli occhi. Tra oggi e quel giorno preferisco partire oggi, perché oggi parto con la certezza che mi ami ancora e ti lascio con la certezza che nonostante tutto e nonostante tutti ti amo anche io...
Mi piaci perché capisci le cose, perché sei sincero, mi piaci perché bisogna chiedertelo di tirare fuori il petto e quando ti viene chiesto lo mostri ed è bellissimo. Mi piaci perché per ottenere un risultato bisogna caricarti come un pupazzo a molla, perché bisogna convincerti per metterti in competizione con gli altri, perché stai sempre fra le nuvole e mi piaci perché quando sembra che tu sia perdutamente naufragato in un pensiero, quello è proprio il momento in cui mi guardi e mi guardi proprio come vorrei essere guardata.
Quando ti innamorerai tutto ciò che ti circonda cambierà, e non vorrai stare in nessun posto se non ci sarà lei e avrai come un magone qui allo stomaco tutti i giorni e conterai i secondi che vi separeranno dal vostro prossimo incontro.
- Simona: Ahia, cos'è quella, la faccia delle grandi occasioni? Dai entriamo! - Marco: Ehm non ti siedi? - Simona: No, guarda forse è meglio che sto in piedi perché poi se ti guardo magari fatichi a dirmi la verità. - Marco: Avevi ragione tu. - Simona: La ami? - Marco: Non lo so, sono confuso. - Simona: No Marco ti prego questa volta mi devi dire la verità, mi serve la verità Marco! - Marco: Sì... credo di amarla. - Simona: Sin dall'inizio? - Marco: All'inizio mi sembravi tu la risposta a tutte le mie domande. - Simona: E poi? Dove è che ho sbagliato poi? - Marco: Ma tu non hai sbagliato in niente, sono io che... - Simona: No Marco sono cavolate! Sono cavolate, tutti sbagliamo no? Il problema è che non si capisce mai perché per voi uomini le uniche persone a non sbagliare mai sono le donne che dovete mollare... No ti prego Marco dimmi dove ho sbagliato, dimmelo! - Marco: Davvero Simona non lo so dove hai sbagliato... non li so vedere i tuoi errori ok? So vedere solo i miei. Tu sembravi la risposta a. Tutte le mie domande, tranne quella di molto prima di conoscerti che avevo deciso di non farmi più! - Simona: Quale sarebbe? - Marco: Se posso essere felice senza Eva.
- Marco: Niente... - Walter: Simona? - Marco: Sì, secondo me sta esagerando... Walter era solo una canzone! Io non capisco perché le donne siano tante attaccate alle parole. - Walter: Beh insomma, è comprensibile se si tratta di parole d'amore, soprattutto se non sono rivolte a loro. - Marco: Walter la canzone era per il bambino, lo stesso che tu hai accudito per primo quando Eva è venuta a vivere in magazzino e che noi tutti abbiamo adottato fin dall'inizio! - Walter: Sì... per il bambino che noi tutti abbiamo adottato! - Marco: Sì... - Walter: A Marco, io ti conosco da quando sei nato e lo capisco meglio di te se stai dicendo una cavolata... quindi rispondi sinceramente a. - Questa Domanda: Perché quando Simona ti ha chiesto dove eri finito tu non hai avuto il coraggio di dirle che sei rimasto tutta la giornata. Con Eva all'ospedale? - Marco: V-v-vabbè... che c'entra? Perché Simona è gelosa di Eva e anche per colpa tua... ecco perché! - Walter: Sì certo, io ho detto a Simona che tu e Eva avete avuto una storia, ma pensavo che glielo avessi detto tu e il fatto che tu non le. [Abbia detto questa cosa non fa altro che dimostrare la mia teoria!] - Marco: E cioè? - Walter: Marco tu ci sei ricascato. - Marco: Ma che... - Walter: Ce l'ho chiaro io, ce l'ha chiaro anche Simona, solo tu non ce lo hai chiaro e speriamo anche Eva perché se fosse così succederebbe. Un gran casino! - Marco: Walter la tua è una teoria del cavolo! Va bene? La canzone non era per lei. - Walter: Sì, la canzone era per il bambino. Senti tu puoi continuartelo a dire tutte le volte che vuoi fino a quando non ti sembrerà vero, ma. Quello che sembra vero in realtà a volte non è vero!