Se resterai troverai la pace, troverai una magnifica donna, avrai figli e figlie, che ne avranno a loro volta, e tutti ti ameranno, e ti ricorderanno quando morirai. Ma quando anche loro se ne andranno, i tuoi figli e i loro figli, il tuo nome sarà disperso. Se invece vai a Troia, sarai coperto di gloria, si scriveranno poemi sulle tue vittorie nei secoli a venire, il mondo intero ricorderà il tuo nome. Ma se tu vai a Troia non tornerai più, perché la tua gloria è legata fatalmente alla tua distruzione. E io non ti vedrò più.
Tutta la vita io ho seguito un codice. E quel codice è semplice: onora gli dei, ama tua moglie e difendi la tua patria. Troia è la nostra madre patria. Difendetela!
Non è di morire che ho paura. Ho paura di domani... Ho paura di vederti salpare sapendo che non tornerai più... Prima che tu arrivassi a Sparta, io non esistevo.
- Achille: Sei molto coraggioso o molto stupido per inseguirmi da solo. Devi essere Ettore! Lo sai chi sono io? - Ettore: I sacerdoti non erano armati! Battiti! - Achille: Perché ucciderti ora, principe troiano? Nessuno ti vedrebbe cadere! - Ettore: Perché sei venuto qui? - Achille: Si parlerà di questa guerra per mille anni. - Ettore: Di noi tra mille anni non resterà neanche la polvere. - Achille: Sì, è vero, ma i nostri nomi resteranno. Và a casa principe. Bevi del vino, fai l'amore con tua moglie. Domani faremo la nostra guerra. - Ettore: Tu parli della guerra come se fosse un gioco, ma quante mogli alle porte di Troia aspettano mariti che non torneranno? - Achille: Potrebbe consolarle tuo fratello. Pare che sia bravo ad allettare le mogli degli altri! Ts! - Udoro: Mio signore, lo lasci andare? - Achille: È ancora presto per uccidere i principi...
- Elena: [A Paride, che entra nella sua stanza] Non dovresti essere qui. - Paride: L'hai detto anche ieri notte... - Elena: Ieri notte è stato uno sbaglio. - Paride: ... e la notte prima. - Elena: Ho fatto molti sbagli in questi giorni.