Commenti a "Ogni istante che passa davanti ai nostri occhi..." di Rachid Ouala


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Giulio, sé va con accento acuto, e non con apostrofo (non ci sono troncature). Quanto al percorrere, gli istanti non sono correnti elettriche... : )))
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Certo sir Jo, venerit è futuro anteriore. : )) Il fatto è che alle 5 del mattino, il tuo parlare di condizionale ha riportato la mia mente stanca (e anche incavolata per l'insonnia) alla condizione (in diritto) e alle proposizioni condizionali (in latino), senza far caso al fatto che tu parlavi del TEMPO condizionale.
Ma il latino è lingua colta, lingua m0rta, e svia il discorso.
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Vedi, io non sono un latinista; anzi di latinorum ne capisco ben poco. Mi interessava solo spezzare una lancia in favore del nostro povero italiano...
   Comunque neanche a me pare esistesse il tempo condizionale, in latino, ma semplicemente (si fa per dire) una "consecutio temporum" croce degli studenti e dei professori, perché sempre lì cadeva l'asino. Ti posso viceversa garantire che in napoletano il condizionale non c'è.
    Tuttavia, per rimanere nell'ambito del discorso terra terra che stavo facendo, ripeto: questa frase è scritta male. Se l'avessimo scritta così alle medie, sotto vi sarebbe stato un bel 3 in blu, sormontato da una serie di segni rossi e blu.  Orbene, i 3 in blu non significavano nulla di male: erano anzi una delle vie direttissime per progredire negli studi. Questo tanto in italiano, quanto in qualsiasi materia.
    Conclusione e moralità: su pensieri e parole occorre senza dubbio, ed è giustissimo, far caso ai contenuti (quanto ai pensieri); ma quanto alle parole, beh, bisogna far caso all'italiano.
   Vedi, una volta negli uffici (pubblici e privati) c'erano i "minutanti", che scrivevano le "minute", e i capi che le correggevano. Oggi, a furia di disprezzare la cultura, ritenendola un fatto pleonastico, e fare arrivare a calci in cu*lo gli asini ai posti di comando per raccomandazioni politiche, dazioni in natura (da parte di certe signore), e nepotismi vari, gli ig*no*ranti furbetti comandano, e quelli che correggevano le minute sono costretti a scrivere le loro lettere. Sicuramente farà così anche il "trota".
    Anche nell'Università è così. Tutto è cominciato in quel maledetto 68. I 18 a maggioranza sono divenuti via via 20, 25, e anche 30 e lode. Col bel risultato che oggi tutti sono laureati, e pochi meritavano non la laurea, ma neanche la licenza media.
    Se vogliamo che l'Italia torni ad essere un paese serio, la via passa anche per queste piccole cose: nella specie del nostro piccolo di frequentatori di pensieri e parole, saper dire "scusa, ma hai scritto uno strafalcione".
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... Ma ven-erit non è futuro anteriore? ... :)
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Ma comunque non è quì che possiamo dissertare sui dialetti ed il latino. :)

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