Non cattiva. Idiota. È ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L'idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all'istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un'altra lingua, perché non sono nati nel suo paese... nel mondo c'è bisogno di più gente cattiva e di meno rimbambiti.
La banalità cerca di pervertire il vero peso delle parole; perché sente la minaccia dell'ordine che creano e del frutto più importante di quest'ordine: la ragione che ci fa temere l'abisso, ci rende coraggiosi di fronte alle avversità e diffidenti dinanzi al farabutto che cerca di dare gatta per lepre.
Prima o poi, chiunque viene posto davanti il fatto che le decisioni che si prendono, non sono frutto della nostra coscienza ma di una coscienza collettiva... sta a noi percepire tale verità.