Scritta da: Giovanni Battista Quinto
L'assenza di Dio, nella nostra vita, oscura la coscienza rendendola acerba ed improduttiva.
Composta martedì 23 aprile 2019
L'assenza di Dio, nella nostra vita, oscura la coscienza rendendola acerba ed improduttiva.
La rabbia del frustrato, manifestata in atteggiamenti da misero nonché ridicolo biasimatore, non fa altro che alimentare la forza e l'onore dell'uomo giusto; dell'individuo di valore.
Mille e più doni non valgono quanto un unico apprezzamento dettato dal cuore.
Un "si" donato con costanza al figliolo piangente e lamentoso non è segno di buona creanza, ma deleteria premessa che apre le porte ai vizi ed alla tracotanza.
Anche il caffè più amaro risulta dolce e gradevole al cuor dell'avventore se accompagnato da un sorriso sincero in grado di risvegliare il buonumore.
La poesia più bella non nasce dalle parole! Essa erompe solitamente da sorrisi sinceri.
Ci sono persone che pur di stare al centro dell'attenzione farebbero carte false, andando sempre oltre nell'adescare chi davvero conta: con sorrisi, ipocrisia ed eccelsa furbizia.
Resta nel cuore l'autentico valore di chi si distinse per amor patrio ed onestà. Le parole son destinate a perdersi nel nulla, se private dell'esempio coraggioso: unico elemento atto a render l'individuo un uomo vero.
Dio ci ha donato la libertà; l'uomo l'ha sottratta al suo simile e continua in tal senso, pur di primeggiare dicendo: "io sono, tu no"!