Scritta da: Assunta De Rosa
in Frasi & Aforismi (Amore)
E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni.
dal libro "Un uomo" di Oriana Fallaci
E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni.
"E com'è che ti sentivi?"
"Arrabbiata."
"Perché?"
"Per niente... per la vita."
"Cosa c'è che non va nella vita?"
"È una vita di merda."
Marcus ci pensò su. Si chiese se la vita era una merda, e in particolare se la vita di Ellie era una vita di merda, e si rese conto che Ellie non faceva altro che desiderare che la vita fosse una merda, e alla fine ci riusciva perché si complicava le cose.
"Non perdere tempo a piangere, il mondo non si ferma perché stai male.
Se sei in una stanza piena di persone che ti guardano e tu vuoi ballare, balla. Prenditela con chi ti va di prendertela, urla oppure ridi quando meno è opportuno.
Adesso non ha senso stare davanti a quello schermo e piangere, non ha senso non mangiare. Hai ragione se ce l'hai con il mondo, ma se ci pensi hai sofferto tanto che una volta in più cosa è alla fine?
Prendi anche questo colpo, incassa e poi ti giuro che se hai la forza di superare questa cosa diventi invincibile.
Il mondo non si ferma perché stai male, non fermarti tu. Prendi in mano la tua vita come sai fare solo te.
Devi credere in te se vuoi che gli altri lo facciano.
Io credo in te. Se non hai voglia di ridere fallo solo perché c'è qualcuno che per quel sorriso ci vive."
- Quando finisce la notte? Con l'inizio dell'alba? Quando chiude il locale o quando se ne vanno tutti?
- Finisce quando decidi che è finita - dice lei - Quando decidi che è giorno. Il resto è soltanto questione di dove si trova il sole in cielo, e non ha niente a che fare con noi.
La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l'ho imparato all'asilo.
La saggezza non si trova al vertice della montagna di studi superiori, ma nei castelli di sabbia del giardino dell'infanzia.
Queste sono le cose che ho appreso:
- dividere tutto con gli altri;
- giocare correttamente;
- non far male alla gente;
- rimettere le cose a posto;
- sistemare il disordine;
- non perdere ciò che non è mio;
- dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno;
- lavarmi le mani prima di mangiare;
- i biscotti caldi e il latte freddo fanno bene;
- condurre una vita equilibrata: imparare qualche cosa, pensare un po', disegnare, cantare, ballare e lavorare un tanto al giorno;
- fare un pisolino al pomeriggio;
- nel mondo badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri;
- essere consapevole del meraviglioso;
- ricordare il seme del vaso: le radici scendono, la pianta sale anche se nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così;
- i pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e perfino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure;
- non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la più importante: osservare.
Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole auree, l'amore, l'igiene alimentare, l'ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati, applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo del mondo e si dimostrerà vero, chiaro e incontrovertibile.
Pensate per esempio a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti, l'intera umanità, ci mettessimo sotto le coperte per un pisolino ogni pomeriggio e prendessimo latte e biscotti alle tre, o se tutti i governi si si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l'hanno trovata e di ripulire il loro disordine.
Rimane, infine, sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.
Voi non sapete giustificare, non sapete perdonare. L'unica cosa che siete in grado di fare è giudicare. Decidete la vita dei vostri figli sui vostri desideri, su quello che pensate vuoi. Senza sapere minimamente cosa ne pensiamo noi. Per voi la vita è come giocare a gin, tutto quello che conoscete è una carta scomoda che non vorreste aver mai pescato. Non sapete che farci, vi scotta tra le mani. Ma non vi chiedete perché è un violento, perché uno è drogato, che vi frega, tanto non è vostro figlio, non vi riguarda.
Lei chiude gli occhi trattenendo il respiro, improvvisamente rapita da quell'emozione incredibile, da quel dolore d'amore, da quel magico diventare sua per sempre. Alza il viso verso il cielo, sospirando, aggrappando alle sue spalle, abbracciandolo forte. Poi si lascia andare, delicatamente più tranquilla. Sua. Apre gli occhi. Lui è lì, dentro di lei. Quel morbido sorriso ondeggia d'amore sul suo viso baciandola ogni tanto. Ma lei non c'è più. Quella ragazza dagli occhi azzurri spaventati, dai tanti dubbi, dalle mille paure, è scomparsa...
Di giorno, di notte senza fari, urlando a perdifiato, spavaldi, padroni di tutto, padroni della vita.
In tutta la storia dell'umanità, nessuno ha fatto più danni di quelli che "credevano di fare bene".
Certo la vita è strana... e dicono che percorriamo questa strada solo una volta. Cosa ci faccio io su questa strada?
Gli addii mi fanno sempre male alla gola, ho bisogno di più "ciao".