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Scritta da: MartyEss
A volte pensavo addirittura che magari quella mia differenza dagli altri potesse essere causata anche da un errore strutturale. Cioè, magari eravamo proprio diversi dentro. Come percezione. Facevo dei viaggi mentali pensando che magari quello che chiamavo verde per loro era giallo. Che magari il sapore che sentivo nel mangiare la pasta loro lo provavano gustando il pesce. Ecco perché a qualcuno piace una cosa e a qualcun altro un'altra. Semplicemente perché persone diverse sentono sapori diversi. Quindi, magari quando uno dice, mi piace il pesce, e un altro dice, mi piace la pasta, in realtà stanno parlando dello stesso sapore. Una volta mi sono intrippato pensando che nulla sa di nulla finché non c'è un incontro. Che la mela non abbia sapore finché non si incontra con una bocca che la morde. Dall'incontro tra la mela e la bocca nasce il sapore e quindi ognuno di noi nella propria vita crea sapori diversi... Come i profumi che cambiano in base alla pelle. Tutto è neutro. Sei tu che dai il sapore alle cose, incontrandole.
dal libro "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo
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    Scritta da: MartyEss
    Ma con chi potevo parlarne? Per assurdo i miei amici, che erano le persone con cui avevo più confidenza, erano anche quelli con cui era più difficile affrontare questi argomenti. Facevo fatica a comunicare con loro il mio disagio. Sarebbe stato più facile confidarmi con uno sconosciuto su un treno. Con loro sarebbe stato rischioso. Avrei potuto rompere gli equilibri.
    dal libro "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo
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      Scritta da: MartyEss
      Ci ho messo un po' per capire che è più importante che una donna sia felice che fedele. Perché una donna felice non tradisce. Una donna felice è sempre fedele. Non ha bisogno di nient'altro. Questo vale anche per l'uomo, ma per lui è più difficile perché deve lottare con l'impulso alla salvaguardia della specie.
      dal libro "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo
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        Scritta da: MartyEss
        Qualcuno aveva soffiato sulla brace e il fuoco si era rianimato. Avevo dentro una carica enorme, ma anche una sensazione di vergogna. Mi vergognavo di quella mia sensazione, perché mi sembrava di essere ridicolo. Una parte di me mi diceva che ero stupidamente eccitato e che sarebbe stato solo uno sporadico entusiasmo e alla fine non sarebbe cambiato nulla.
        dal libro "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo
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