Certi pensieri sono come un gruppetto di bambini che si rincorrono dispettosi. Il loro vocio scalmanato ti disturba, ma tu non devi starli a sentire, gridano solo menzogne di bassa lega. E poi c'è un bambino che si tiene in disparte, seduto sul tronco di un albero abbattuto. Si guarda le mani, si rimescola le dita con un imbarazzo che è eccessiva consapevolezza di sé. È lui che devi ascoltare. È lui quel pensiero che ha una voce quasi impercettibile, ma dice la verità. Però non parlerà mai da solo. Sei tu che devi rivolgergli la parola. Guardandolo negli occhi.
Angela Patrono
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