Scritto da: Pino Conte

La Bella e la Notte

Capitolo: 3 - Occhiate

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...ballare sul buco nei conti e sulla cassa vuota senza caderci dentro, era invece il gioco della realtà. Sollevai lo sguardo, voltandomi verso la porta d’entrata, e la vidi fare il suo ingresso trionfale al braccio del Fantastico Amministratore; e sulla notte scese il sipario, di peso, all’improvviso, gli spessi tendoni che si chiusero, senza lasciar filtrare neppure un filo di luce, neppure un filo di fiducia. Restai pietrificato, col Martini consumato a metà in mano, immerso nel buio fitto che comandava dietro le quinte, dietro il sipario sceso d’improvviso. Restai di sasso, a reggermi il mento tra pollice ed indice indugiando sul da farsi, spalmato sul bancone col gomito dolente per l’allenamento -a parte tutto-. Per strada auto a zonzo, a bighellonare sotto la luna, non riuscivo a riprendermi dalla sorpresa; non potevo far altro, aspettare che passasse l’apnea dei sentimenti, la sconnessione con la realtà, l’assenza pietrificata in cui ero precipitato. Per un tempo infinito fui in grado unicamente di assistere alla girandola delle automobili intorno al Jazz Club. Il primo barlume di raziocinio, che attraversò il mio sistema nervoso -trascorso il tempo infinito-, accese una speranza: era al braccio di quel buffone di corte spinta dalla spietata ... [segue »]

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