Scritto da: Sergio Bissoli

Ricordi di Renzo Ferrari


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...una borsa di attrezzi. Tutte le volte che la bici dava segni di rompersi, Renzo mi guardava preoccupato e allora io scuotevo la borsa dei ferri dicendo: "Abbiamo qui l'officina."
Un giorno dovevamo partire col suo motorino ma la catena era troppo lunga. Nella sua bottega, usando una pinza come punzoniera e un chiodo come punzone abbiamo martellato il cilindretto di acciaio. Spesso il chiodo si piegava e bisognava raddrizzarlo. Alla fine il cilindretto uscì dalla sede. Abbiamo tolto due maglie della catena, reinserito il cilidretto e poi via, siamo partiti.
Uomo fortunato mio cugino. Un pomeriggio a Minerbe inciampò in un gradino, prese una storta al piede ed ebbe difficoltà a camminare. Trovammo la farmacia aperta per turno, di domenica. Lui comprò la pomata Voltaren, il dolore si attutì e potè di nuovo camminare.
Sul tronco di un tiglio a Minerbe abbiamo staccato un grosso fungo a mensola, che conservo per ricordo. Conservo anche dei gelsomini, staccati dal cespuglio nel viale della stazione, a destra dopo il bar. Ora non esiste né il bar né il cespuglio.

Le ragazze di san vito

Negli anni 1971 72 73 mi interessava la chiromanzia e studiavo Cheiro, Desbarolles, Benham. Nelle domeniche 1972 era ... [segue »]

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