Scritto da: Nadia Consani

Zac


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...volta che lo vedeva giù di morale.
"Devi farti degli amici, conoscere qualche altra donna – gli aveva detto dopo pranzo, mentre bevevano il caffè al bar – non puoi stare sempre da solo a pensare al passato, devi distrarti se non vuoi cadere in depressione."
"Pensi che sia facile?"
"No, ma se tu fossi meno ostile con te stesso, forse avresti qualche amico in più e magari anche una compagna".
Ruggero posò nervosamente la tazzina sul tavolo e accese una sigaretta, restando in silenzio.
"Non eri così, prima, - continuò Michele mettendogli una mano sulla spalla - dovresti essere meno orgoglioso e un po' più socievole con le persone che vogliono starti vicino, non puoi sempre mandarle tutte a quel paese."

Quando il sole era ormai tramontato, Ruggero salì in macchina e si avviò verso casa accendendo lo stereo a tutto volume, quasi a voler annullare con la musica i ricordi che lo tormentavano.

Abitava in una villetta fuori città, circondata da un giardino pieno di alberi e aiuole fiorite; un grande cancello di ferro battuto chiudeva il vialetto che portava al garage, mentre uno più piccolo, posto di lato, dava l'accesso all'abitazione.
Senza scendere di macchina, aprì con il ... [segue »]
Composto martedì 1 luglio 2014

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