Scritta da: C. De Padua Visconti

L'urlo del nascituro

Madre,
luce non vedo,
nella mia bocca socchiusa, riporto con grazia il mio minuscolo pollice.
Galleggio nel tuo ventre al riparo dal freddo e dal caldo,
nei tuoi passi, mi cullo, sommosso come su acque sospinte.
Ti sento parlare, ti sento gridare,
il mio cuoricino palpitare!
Cos'è quel bisbiglio che odo la sera?
Tu gridi al papà: non voglio non posso,
è meglio abortire!
Mammina di cosa non vuoi che io faccia?
Vedere la luce del mondo, i fiori, la grazia di Dio?
Sentire le tue mani sulle mie, il tuo tenero abbraccio vorrai impedire!?
No! Mamma ti prego non farlo!
Io voglio vedere le stelle nei cieli,
annusare i profumi dei fiori,
correre sui prati, sentire l'abbraccio del mio dolce papà!
Le tue mammelle son fonte di vita
lascia che io mi nutri al tuo petto!
Non solo il tuo latte io voglio il tuo affetto!
Mammina mia sei addolorata?
Tu parli con lacrime, i tuoi versi di pianto.
Mammina odo un frastuono, cos'è quel trambusto?
Si avvicina, mammina ho tanta paura,!
Mammina mammina mi ha preso i piedini,
oh mammina ho tanto dolore anche alle gambe.
Mammina mammina non mi lasciare,
ho tanto dolore.
Composta giovedì 22 novembre 2012
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    Scritta da: C. De Padua Visconti

    Se mi venisse chiesto quanto t'amo

    Se mi venisse chiesto
    quanto t'amo
    sarei capace di contare
    tutte le stelle del firmamento
    e chiamarle tutte per nome.
    Se mi venisse chiesto
    quanto t'amo
    sarei capace di parlare
    tutte le lingue del mondo,
    di aver scoperto tutte
    le terre
    e navigato su tutti i mari.
    Se mi venisse chiesto
    quanto t'amo
    punterei i tuoi occhi al cielo
    e le radianti stelle
    non sarebbero capaci
    di illuminarmi come i tuoi occhi.
    Se mi venisse chiesto
    quanto t'amo,
    ti condurrei
    nei luoghi arcani
    degli angeli,
    e da li
    ti mostrerebbero
    la luce del mio cuore
    e la ravvivata anima
    che gioisce del nostro amore,
    nei miei occhi il sublime
    volto del tuo viso
    brillare come una stella,
    il tuo nome
    che risuona con musica
    angelica ad ogni suo battito,
    esplorereresti la mia anima
    mentre vezzeggia la tua,
    in un amplesso misterioso,
    che assaporo
    trepidamente...
    Claudio Visconti De Padua-
    Copyright-@-15/11/2011-.
    Composta giovedì 22 novembre 2012
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      Scritta da: C. De Padua Visconti
      Se potessi
      abbracciarti
      in questa sera di
      afa e umido
      sentiresti
      la mia anima
      sciogliersi
      come
      ghiaccio
      al sole
      ma
      attenta!
      Perché
      disciolto sarei
      ma non dal caldo
      del sole
      ma dalla fiamma
      della tua passione
      e a
      illuminarci
      non sarebbe
      la luna
      ma la raggiante luce
      che dimora
      negli occhi
      di noi
      innamorati.
      Composta giovedì 22 novembre 2012
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