Le migliori poesie inserite da ANGELIKA MORI

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Scritta da: ANGELIKA MORI

Le stagioni dell'amore

Due contadini,
Un uomo e una donna,
Tra la natura;
Spalle curve e testa china,
Sui campi delle stagioni.
Primavera, estate, autunno e inverno,
Riposano dopo pranzo,
Sotto la stessa quercia,
Dove baci del primo amore,
Ardevano sulle labbra,
Rosate come boccioli,
Appena fioriti in primavera,
Dove promessa mantenuta fu data,
Dove età avvizziva lenta,
I volti, ora gracili e rugosi,
Bruciati dal sole
Che come in estate incendia campi.
I capelli,
Un tempo oro come grano,
Folti come fronde rigogliose,
Ora, bianchi come neve d'inverno,
Esigui come i giorni restanti,
Dove nel grigio d'autunno
Gemono come foglie al vento,
I ricordi,
Due persone,
Donna e uomo,
Sempre sulla stessa via.
all'orizzonte il riposo,
Nella stessa cascina dal tetto cremisi,
La sera cinta,
Del cinerino fumo di un camino.
Quattro stagioni,
Due persone,
Un solo eterno amore,
Per la vita intera.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Giorno di riposo

    Giorno di riposo
    Anima libera,
    Anima mia spensierata,
    Com'è bello ritrovarti
    In questo riposo tanto agognato,
    Com'è lieto scoprire che non se sfiorita
    Al contrario del corpo
    Sciupato e affannato dagli anni
    Sei ancora uguale come quando,
    T'incontrai assai tempo fa,
    Capace di gioire e divertirti
    Come fossi ancora,
    L'anima mia da bambina.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI
      Rinchiusa nell'ombra,
      prigioniera di un passato
      Troppo bello per durare a lungo
      Taciturna ed immobile
      alla mercé di sguardi curiosi
      Ed azioni poco interessanti,
      Quella donna se ne stava.
      Avvolta nella sua vestaglia
      Con le mani sul grembo
      pareva opera d'ignoto artista.
      Seduta in quella seggiola
      In quella stanza al secondo piano
      Di un palazzo sciupato dal tempo.
      Stava così da anni,
      Dall'alba al tramonto
      Ero certa d'aver la veduta li
      Anche dopo mesi dopo aver saputo
      Che il suo cuore più non batteva
      E che il suo sguardo vuoto
      Sì era finalmente colmato d'infinito
      In un tiepido pomeriggio d'estate.
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