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poesia postata da: Lucia Galasso, in Poesie (Poesie d'Autore)

I Pastori

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natia
rimanga né cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?
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Commenti


commento #27, postato da abdul, il 12/04/2014, alle 11:26:09
Ma vafancul :D
commento #26, postato da mohammed99, il 01/03/2014, alle 12:14:02
bella a tt
commento #25, postato da ciao1998, il 01/03/2014, alle 12:11:14
commento #24, postato da francescaromana, il 26/01/2014, alle 16:45:59
Non fatevi dare dai vostri insegnianti il testo sui pastori
commento #23, postato da Guo, il 22/01/2014, alle 17:10:57
Apposto di scrivere poesie non poteva passare il tempo a farsi le canne??

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