I Pastori

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natia
rimanga né cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?
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    Commenti


    37
    postato da Mistery, il 17/03/2015 alle 17:47:12
    Bella ... Ma non proprio ... !
    36
    postato da Bossfiamma, il 11/03/2015 alle 18:50:08
    Davvero meravigliosa e  penso che poteva passare il tempo a fare altro invece che scrivere poesie così difficili!!!
    35
    postato da Bisio2001, il 03/03/2015 alle 19:08:16
    Fantastica ma molto difficile
    34
    postato da 2004, il 24/02/2015 alle 17:27:36
    Mi piace tantissimo
    33
    postato da efyhhj, il 18/02/2015 alle 16:18:28
    Mi piace tanto

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