I Pastori

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natia
rimanga né cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?
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    Commenti


    34
    postato da 2004, il 24/02/2015 alle 17:27:36
    Mi piace tantissimo
    33
    postato da efyhhj, il 18/02/2015 alle 16:18:28
    Mi piace tanto
    32
    postato da brxvgxf, il 18/02/2015 alle 16:17:20
    Questa poesia è bellissima , anche molto difficile da imparare e la devo imparare per forza
    31
    postato da 2004, il 23/01/2015 alle 11:48:53
    bellissima poesia solo che la seconda strofa  non riesco a impararla e se non la imparo la mia maestra mi mette una nota
    30
    postato da ANNARELLA FLOU, il 18/11/2014 alle 22:16:15
    UN VORTICE DI EMOZIONI E........CARI RICORDI DI SCUOLA !!!!!!!!!

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