I Pastori

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natia
rimanga né cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?
Vota la poesia:7.40 in 310 voti

Commenti


31
postato da 2004, il 23/01/2015 alle 11:48:53
bellissima poesia solo che la seconda strofa  non riesco a impararla e se non la imparo la mia maestra mi mette una nota
30
postato da ANNARELLA FLOU, il 18/11/2014 alle 22:16:15
UN VORTICE DI EMOZIONI E........CARI RICORDI DI SCUOLA !!!!!!!!!
29
postato da siriaBONA¢¾¢¾¢¾¢¾, il 19/10/2014 alle 12:48:59
bellissimaa!
28
postato da helyos, il 11/10/2014 alle 16:08:42
crea sempre emozioni, bellissima, grande D'Annunzio
27
postato da FRANCO ZANA, il 20/09/2014 alle 12:40:55
ma state un po' zitti tutti quanti! ascoltate piuttosto: cos' s'impara!

Invia il tuo commento
Vota la frase:7.40 in 310 voti

Disclaimer [leggi/nascondi]

Guida alla scrittura dei commenti