Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Ho atteso che il tempo

Ho atteso che il tempo,
trasformasse il grigio in rosa di rosa
e che le onde della tempesta
si trasformassero in un mare calmo.

Che il silenzio facesse meno rumore
e che l'amaro si trasformasse in dolce.
Che le lacrime si dissolvessero
nel sorriso di oggi
per i sorridere veramente.

Ed ora dopo aver assaggiato ogni sapore
e vissuto con intensità ogni dolore
e lasciato spazio alla gioia
aver cancellato la tristezza
e aver accarezzato un'attimo la felicità
sento che potrei dolcemente morire.
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    Scritta da: snivella
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Lady Lazarus

    I have done it again.
    One year in every ten
    i manage it-

    a sort of walking miracle, my skin
    Bright as a Nazi lampshade,
    My right foot

    a paperweight,
    My face a featureless, fine
    Jew linen.

    Peel off the napkin
    0 my enemy.
    Do i terrify? -

    The nose, the eye pits, the full set of teeth?
    The sour breath
    Will vanish in a day.

    Soon, soon the flesh
    The grave cave ate will be
    At home on me

    And i a smiling woman.
    I am only thirty.
    And like the cat i have nine times to die.

    This is Number Three.
    What a trash
    To annihilate each decade.

    What a million filaments.
    The peanut-crunching crowd
    Shoves in to see

    Them unwrap me hand and foot
    The big strip tease.
    Gentlemen, ladies

    These are my hands
    My knees.
    I may be skin and bone,

    Nevertheless, i am the same, identical woman.
    The first time it happened i was ten.
    It was an accident.

    The second time i meant
    To last it out and not come back at all.
    I rocked shut

    As a seashell.
    They had to call and call
    And pick the worms off me like sticky pearls.

    Dying
    Is an art, like everything else,
    i do it exceptionally well.

    I do it so it feels like hell.
    I do it so it feels real.
    I guess you could say i've a call.

    It's easy enough to do it in a cell.
    It's easy enough to do it and stay put.
    It's the theatrical

    Comeback in broad day
    To the same place, the same face, the same brute
    Amused shout:

    'a miracle!'
    That knocks me out.
    There is a charge

    For the eyeing of my scars, there is a charge
    For the hearing of my heart-
    It really goes.

    And there is a charge, a very large charge
    For a word or a touch
    Or a bit of blood

    Or a piece of my hair or my clothes.
    So, so, Herr Doktor.
    So, Herr Enemy.

    I am your opus,
    i am your valuable,
    The pure gold baby

    That melts to a shriek.
    I turn and burn.
    Do not think i underestimate your great concern.

    Ash, ash -
    You poke and stir.
    Flesh, bone, there is nothing there-

    a cake of soap,
    a wedding ring,
    a gold filling.

    Herr God, Herr Lucifer
    Beware
    Beware.

    Out of the ash
    i rise with my red hair
    And i eat men like air.


    L'ho rifatto.
    Un anno ogni dieci
    Ci riesco -
    Una specie di miracolo ambulante, la mia pelle
    Splendente come un paralume Nazi,
    Un fermacarte il mio
    Piede destro,
    La mia faccia un anonimo, perfetto
    Lino ebraico.
    Via il drappo,
    o mio nemico!
    Faccio forse paura? -
    Il naso, le occhiaie, la chiostra dei denti?
    Il fiato puzzolente
    In un giorno svanirà.
    Presto, ben presto la carne
    Che il sepolcro ha mangiato si sarà
    Abituata a me
    e io sarò una donna che sorride.
    Non ho che trent'anni.
    E come il gatto ho nove vite da morire.
    Questa è la numero tre.
    Quale ciarpame
    Da far fuori ogni decennio.
    Che miriade di filamenti.
    La folla sgranocchiante noccioline
    Si accalca per vedere
    Che mi sbendano mano e piede -
    Il grande spogliarello.
    Signori e signore, ecco qui
    Le mie mani,
    i miei ginocchi.
    Sarò anche pelle e ossa,
    Ma pure sono la stessa identica donna.
    La prima volta successe che avevo dieci anni.
    Fu un incidente.
    Ma la seconda volta ero decisa
    a insistere, a non recedere assolutamente.
    Mi dondolavo chiusa
    Come conchiglia.
    Dovettero chiamare e chiamare
    e staccarmi via i vermi come perle appiccicose.
    Morire
    è un'arte, come ogni altra cosa.
    Io lo faccio in modo eccezionale.
    Io lo faccio che sembra come inferno.
    Io lo faccio che sembra reale.
    Ammettete che ho la vocazione.
    È facile abbastanza da farlo in una cella.
    È facile abbastanza farlo e starsene lì.
    È il teatrale
    Ritorno in pieno giorno
    a un posto uguale, uguale viso, uguale
    Urlo divertito e animale:
    "Miracolo!"
    È questo che mi ammazza.
    C'è un prezzo da pagare
    Per spiare
    Le mie cicatrici, per auscultare
    Il mio cuore - eh sì, batte.
    E c'è un prezzo, un prezzo molto caro,
    Per una toccatina, una parola,
    o un po' del mio sangue
    o di capelli o un filo dei miei vestiti.
    Eh sì, Herr Doktor.
    Eh sì, Herr Nemico.
    Sono il vostro opus magnum.
    Sono il vostro gioiello,
    Creatura d'oro puro
    Che a uno strillo si liquefà.
    Io mi rigiro e brucio.
    Non crediate che io sottovaluti le vostre ansietà.
    Cenere, cenere -
    Voi attizzate e frugate.
    Carne, ossa, non ne trovate -
    Un pezzo di sapone,
    Una fede nuziale,
    Una protesi dentale.
    Herr Dio, Herr Lucifero,
    Attento.
    Attento.
    Dalla cenere io rivengo
    Con le mie rosse chiome
    e mangio uomini come aria di vento.
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      Scritta da: snivella
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Pecore nella nebbia

      Le colline digradano nel bianco.
      Persone o stelle mi guardano con tristezza, le deludo.

      Il treno lascia dietro una linea di fiato.
      Oh lento cavallo color della ruggine, zoccoli, dolorose campane.

      È tutta la mattina che
      la mattina sta annerendo, un fiore lasciato fuori.

      Le mie ossa racchiudono un'immobilità, i campi
      lontani mi sciolgono il cuore.

      Minacciano
      di lasciarmi entrare in un cielo
      senza stelle né padre, un'acqua scura.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Come Fuoco che Brucia

        Hai abbattuto ogni barriera
        confondendo con la tua voglia
        la mia mente.

        Hai catturato il mio sguardo
        che nel tuo si è perso.
        La notte si è fatta
        giorno fra le tue mani.

        Ogni velo è calato
        ogni mistero si è svelato.
        Ciò che era solo parte di me
        ora è parte di te.

        Ti guardo,
        tutto si confonde,
        concreta è solo la voglia di te.

        Si compongono emozioni
        che tolgono il respiro,
        si espandono dentro di noi
        come fuoco che brucia.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Perché Ti Amo... Perché ti voglio...

          I nostri corpi si sfiorano
          profumi si confondono
          pelle contro pelle
          senza tregua.

          Il sangue scorre
          come un fiume in piena,
          fluisce dentro di noi
          come un'onda inarrestabile.

          Scopro fra le tue mani
          sensazioni sconosciute,
          non pongo limite
          al consumarsi di noi.

          Non mi oppongo
          perché non voglio,
          ti appartengo perché lo voglio.
          Entri nella profondità

          della mia mente,
          infiltrandoti tra le parti
          della mia anima,
          facendo da padrone
          alle mie emozioni,
          ai miei desideri.

          Mi scopro per te
          perché ti amo
          perché ti voglio.
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            Scritta da: Anna De Santis
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Quando sei nel giusto

            Tutto è così semplice,
            tutto sembra normale,
            quando pensi sia giusto,
            quando ti senti a posto.
            Ti metti a nudo, davanti all'amore
            e ti sembra bellissimo
            senza inibizioni, quando le condizioni
            ti fanno sua.
            Felice per la scoperta,
            quello che ti sembrava strano,
            timida nella vergogna,
            era solo tabù.
            E diventi bellissima,
            agli occhi del tuo uomo
            e non serve specchiarti,
            per accorgerti... è vero
            e te ne convinci, senza più i tuoi trucchi,
            il vestito da mettere, sceglierai senza indugio.
            Sai, non conta più niente,
            quando amor fa sicura,
            tu cammini per strada e non vedi la gente.
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              Scritta da: Anna De Santis
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              La prima stella

              Aspetterò con ansia la sera,
              per vedere la prima stella,
              dal mio piccolo spicchio di cielo,
              la sua luce e come brilla.
              Grande è il suo chiarore,
              gli occhi socchiuderò
              per non farmi accecare,
              mi rimarrà nel cuore quel calore...
              Stella di luce, che nelle notti, mi dai pace,
              mi distrai dai mie brutti pensieri
              e rimani tu sola con me.
              Stella d'argento,
              la più bella tra tutte le stelle che ti sono accanto,
              ho con te gioito e pianto,
              e mi guardavi gelosa dal cielo, tu soltanto.
              Hai contato le mie dolci carezze,
              i miei baci, e le mie amarezze,
              hai voluto insegnarmi la via,
              quando non trovavo la mia...
              Quando al mattino via te ne andrai,
              non scordare mai che ti aspetterò ogni sera,
              ovunque andrò, amica mia, sarai.
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                Scritta da: Anna De Santis
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Il circo

                Un sorriso disegnato, dal trucco e dai colori,
                non tutto viene fuori.
                La vita ti ha insegnato che non si può mostrare
                nel circo che è la vita, quello che senti,
                lo devi barattare,
                tra quello che si vede ed i tuoi veri sentimenti.
                Dal cuore non farti trascinare,
                devi star calmo, senza esagerare,
                pensare, prima di parlare
                o su quel filo ti troverai a camminare,
                col rischio di cadere.
                Funambolo o pagliaccio, molti non riescono a capire,
                come in mondo così pieno di suoni e colori,
                puoi sentirti solo e fuori,
                ed allora mentre intorno si canta e si ride,
                tu asciuga quella lacrima e continua a ballare,
                finché ogni luce sarà spenta dentro quel tendone.
                Ti ritroverai solo e togliendo quel trucco,
                ti guarderai allo specchio
                e quella lacrima vera scenderà
                per una volta sola, ed ancora,
                per tutta quella gente,
                che ti ha applaudito
                senza di te... sapere niente.
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                  Scritta da: Paolo Broni
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Pi greco

                  È degno di ammirazione il Pi greco
                  tre virgola uno quattro uno.
                  Anche tutte le sue cifre successive sono iniziali, cinque nove due, poiché non finisce mai.
                  Non si lascia abbracciare sei cinque tre cinque dallo sguardo,
                  otto nove, dal calcolo, sette nove dall'immaginazione,
                  e nemmeno tre due tre otto dallo scherzo,
                  ossia dal paragone quattro sei con qualsiasi cosa due sei quattro tre al mondo.
                  Il serpente più lungo della terra dopo vari metri si interrompe.
                  Lo stesso, anche se un po' dopo, fanno i serpenti delle fiabe.
                  Il corteo di cifre che compongono il Pi greco non si ferma sul bordo della pagina,
                  È capace di srotolarsi sul tavolo, nell'aria, attraverso il muro, la foglia, il nido, le nuvole,
                  diritto fino al cielo, per quanto è gonfio e senza fondo il cielo.
                  Quanto è corta la treccia della cometa, proprio un codino!
                  Com'è tenue il raggio della stella, che si curva a ogni spazio!
                  E invece qui due tre quindici trecentodiciannove il mio numero di telefono
                  il tuo numero di collo l'anno millenovecentosettantatré sesto piano
                  il numero degli inquilini sessantacinque centesimi la misura dei fianchi due dita
                  sciarada e cifra in cui vola e canta usignolo mio oppure si prega di mantenere la calma,
                  e anche la terra e il cielo passeranno,
                  ma non il Pi greco,
                  oh no, niente da fare,
                  esso sta lì con il suo cinque ancora passabile,
                  un otto niente male, un sette non ultimo,
                  incitando, ah, incitando
                  l'indolente eternità a durare.
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