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Scritta da: Ludo Criacci
in Poesie (Poesie d'Autore)

Notte

Scesa è la notte col suo volto
scuro e struccato,
bussa alla solita ora
una volta sola per non disturbare.
È il vicolo cieco in cui muore il giorno
dopo aver ingoiato le nostre certezze,
intermezzo di riflessione
che culla speranze e sogni futuri.
E'per questo che appare saggia,
democratica, terapeutica.
Rispetta la quiete di tutti
e induce a riflettere
senza costrizioni.
Alcuni la pensano triste,
spenta e inanimata,
la notte invece non dorme
vive più del giorno.
I suoi misfatti li copre con il buio,
quando invece va via,
in quell'ora in bilico
tra il tonfo dei portoni
dell'ultimo dei nottambuli
e la prima levata degli amanti
guardinghi,
fedelmente non dimentica mai
di accendere la luce.
La luce del nuovo giorno.
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    Scritta da: Andrea De Candia
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Se la foglia piange e trema
    di fronte alla volontà di Dio
    e Dio è combusto nell'universo,
    se l'universo non è che una pallida idea
    di ciò che ci darà la vita nuova
    e la beatitudine,
    che dire degli angeli
    che si oppongono alla foschia delle genti,
    al loro turbinio,
    al fumo della guerra
    e che dissipano con un'arma celere
    i falsi splendori di Satana?
    Angeli battaglieri
    che entrano nelle foreste delle passioni,
    che tolgono le piante impure
    e sradicano il male.
    Angeli che piangono
    quando si rovesciano i troni di Dio,
    angeli che divorano le donne
    con le loro carezze.
    Angeli che portano i loro seni lontano
    affinché Dio li rivesta di gramaglie
    per tutti i mancati splendori.
    Angeli che tremano
    davanti alla collera divina
    e sono così palpitanti d'amore
    che ogni donna vorrebbe somigliare a loro.
    Angeli in fuga verso la beatitudine,
    angeli che scorrono
    come l'acqua al di là dell'universo,
    angeli che tornano a baciare
    le labbra dimenticate.
    Composta sabato 2 aprile 2016
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      Scritta da: Vincenzo Fusco
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Utopia

      Mi hanno insegnato che la vita è fragile
      che non si può vincere senza perdere.
      Mi hanno insegnato che non è difficile
      essere se stessi e poter sorridere.
      L'hanno descritta come utopia
      quella voglia matta di sentirmi vivo,
      come il sole che splende ogni giorno.
      Più mi abbaglio più sento il respiro
      di quest'aria che splende davvero.

      Forse un giorno poi sarà così
      che io diventerò.
      Senza scuse poi io vivrò
      come un sogno che
      sarà per sempre in me.

      La vita è come un sentimento instabile,
      prima ti fa bene poi ti rende inutile.
      Ma se sono qui è perché ci voglio credere
      senza più paure senza più timore
      di poter riempire questo mio dolore,
      arrivando poi a dimenticare
      che ora sono tornato al principio
      sembra come se fosse un giro
      in quest'attimo eterno infinito.

      Forse un giorno poi sarà così
      che io diventerò.
      Senza scuse poi io vivrò
      come un sogno che sarà per sempre in me

      forse un giorno poi non basterà
      a cambiare questa realtà.
      Ma ad un sogno io ci credo e sai,
      se ci crederai,
      per sempre tu vivrai,
      se lo vorrai.
      Composta venerdì 1 aprile 2016
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        Scritta da: Andrea De Candia
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Angeli delicati come rose,
        fiori perfetti della fantasia,
        peregrini del mondo, musicali
        adoratori di luce, angeli-mondi,
        come è l'asperula quando si alza
        da un labbro che è ferito dalla grazia.

        Angeli lunghi come la mia attesa,
        fonti di amore e di gran pentimento,
        fiori del bene, mondi di paura,
        trasalimenti puri della voce.

        Angeli grandi come i mutamenti,
        materno divenire della specie.

        Angeli muti come la parola
        quando se ne va da un labbro che è divino,
        angeli-donne che io vedo in amore,
        notturne detrattrici del pensiero.

        Angeli scalzi che non hanno misura,
        angeli della folla o mia paura.
        Composta giovedì 31 marzo 2016
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          Scritta da: Andrea De Candia
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ritratto di un'ombra

          I tuoi occhi, orma di luce dei miei passi;
          la tua fronte, solcata dal lampo delle spade;
          i tuoi sopraccigli, orlo della rovina;
          le tue ciglia, messi di lunghe lettere;
          i tuoi riccioli, corvi, corvi, corvi;
          le tue guance, stemma del mattino;
          le tue labbra, ospiti tardivi;
          le tue spalle, statua dell'oblio;
          i tuoi seni, amici delle mie serpi;
          le tue braccia, ontani alla porta del castello;
          le tue mani, tavole di morti giuramenti;
          i tuoi fianchi, pane e speranza;
          il tuo sesso, legge dell'incendio boschivo;
          le tue cosce, ali nell'abisso;
          i tuoi ginocchi, maschere della tua boria;
          i tuoi piedi, teatro d'armi dei pensieri;
          le tue piante, cripte di fiamme;
          la tua orma, occhio del nostro addio.
          Composta giovedì 31 marzo 2016
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