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Filastrocche




poesia postata da: Gianluca Cristadoro, in Poesie (Filastrocche)

Il mondo dei bambini

Bello è il mondo dei bambini
che sian tristi o sian felici
che sian soli o con gli amici.

Bello è il cuore dei bambini
che sian stanchi o sempre in piedi
tu li guardi e poi ti chiedi
se sian angeli o creature,
satanelli o anime pure.

Bello è il mondo dei bambini
che abbian voglia di studiare
o con gli occhi lì a sognare.

Bello è il volto del bambino
quando impara a far di conto
o ti implora a notte tarda
di rileggere un racconto.

Belli gli occhi del bambino
tu lo guardi e poi ti siedi
niente affanni, né rimedi
potrai mai trovare ai dubbi
sia di oggi che di ieri.

Poi la testa china levi
e lo sguardo volgi avanti
coi ricordi un po' all'indietro
gli sorridi e con lui canti.
Composta
venerdì 10 ottobre 2014
Dedica:
Ai bambini di ogni età e anche a me, con la speranza di crescere... prima o poi.


poesia postata da: Gianluca Cristadoro, in Poesie (Filastrocche)

Espressamente dall'Oriente

Conosco un mongolo fiero di volare alto.
Conosco un tale del Giappone che già pone la questione
se sia meglio il sol levante od il sole sollevare
e diretto dritto a Tokyo ozia con i suoi quesiti
e rimane fermo a Kyoto.
So che c'è in Cina un tipo di Brindisi che si fa mandare lì
solo per esercitarsi nello sport suo preferito.
Conosco un cantante di Singapore che cantava solo amore
ma privato delle forze è sparito nel vapore.
Conosco un vietnamita che a Giakarta faceva l'eremita
e da tanto non scriveva: non aveva la matita.
Conosco un birmano che dava la mano
al suo amico cambogiano ed insieme andavano a Bali
a gustarsi un piatto di orecchiette.
A Bangkok c'è un Tailandese abile sulla tela
come Van Gogh quel noto tale olandese.
Sulle rive del Gange c'è un indiano che piange
ma fa finta di niente, del passato e del presente.
Sul futuro pure non si esprime
anche perché per oggi ho finito le rime.
Composta
lunedì 8 settembre 2014

poesia postata da: Tap72, in Poesie (Filastrocche)

L'anatra e la lavagna

A un'anatra una lavagna le venne regalata
per l'anniversario del dì che fu nata.
Il gessetto prese ansiosa di disegnare,
ma a lungo restò a pensare.
Non sapeva da dove cominciare.

La lavagna vedendola in pieno smarrimento,
le diede un piccolo suggerimento.
Le disse che il disegno sarebbe stato bello,
bensì lei non fosse Raffaello
e che non sarebbe stato male affatto,
se avesse cominciato con un autoritratto.

Così sulla lavagna nera,
pian piano apparì una figura intera.
Aveva ali becco e coda
e un ciuffetto sulla testa assai alla moda.
Composta
domenica 31 agosto 2014