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Filastrocche


poesia postata da: Marco Panizza, Poesie (Filastrocche)

Io sono il boia

Scusate il ritardo
Signore e Signori vi porgo le scuse

io sono il boia
vi spengo la noia
vi stuzzico il brio
vi dono la gioia

tra voi mi siedo all'imbandita tavola
tra voi sorrido per il mio inserimento
tra voi ricerco anch'io il mio momento

dai su chiedetemi quanti ne ho appesi
e cosa hanno detto e se erano tesi
io intanto bevo e meglio vi accetto

cordiale vi parlo e ascolto il più colto
oppure con quello che pagherà poi il conto

rischiate l'erede tra le mie braccia
l'infante sorride io gli faccio la faccia
mentre la bella ancora s'accorge
gira la schiena e il culo mi porge

io sono il Boia
vi spengo la noia
vi stuzzico il brio
vi dono la gioia

son qui per il gusto
del "siam tutti nel giusto"
per l'intelletto
son povero ometto
per chi con la legge muoverà il mio braccio
io sono il nulla, un impiccio, un intralcio

lor Signori perdoneranno
domani io all'alba...
insomma lor sanno...

ridete, ridete di quel che sarete
se un giorno per mia corda scivolerete
allor nei miei occhi conoscerete
la mia malavoglia
di togliervi cieli, mari e del sole il calore
sentendo il rumore di un cuore che muore
da un uomo che invece cercava l'amore.

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poesia postata da: laura74, Poesie (Filastrocche)

Come una nuova vita

Tra la folla che mi circonda
cerco quegli occhi
quell'incanto dell'anima
che parole in musica
fanno vibrare dentro il mio cuore
non è finito il nostro amore...
lo cerco ovunque
lo sento intorno a me
lo sento respirare dentro me
come una nuova vita da generare
prima ci pensi
magari hai paura
poi...
quando comprendi di volerla
non ne puoi più fare ameno
attendi con ansia
il giorno in cui
la stringerai tra le tue braccia
la vedrai crescere, cambiare, andar via.
Farà sempre parte di te
anche quando
non sarà più tua.
Composta
martedì 15 giugno 2010

poesia postata da: bea-flando, Poesie (Filastrocche)

La beffa per ovviare al danno

Era così intenso il verde
prato, da non stingere al sole.
Vi abitava Pecora Nera, dai bianchi
suoi vicini l'erba non c'era.

Viro-silente, capo branco
bianco, in una notte di luna piena
tenne consiglio rapido e astuto:
"i nostri figli ormai sono stremati
cadono i denti ruminando a vuoto.
L'erba ci fugge, noi la raggiungiamo".

Una nuvola, densa
di sospiri, coprì la bianca
luna; fu buio pesto nel sordo
ruminare.

Stava Martino in mezzo al prato
verde, sognava una dolce
agnellina. Viro-silente, rapido
all'istante, prese la preda e
corse dai compagni
saziati, a sbafo, con l'erba del vicino.

"Amici miei, dobbiamo
ringraziare il nostro
Dio. Offriamo in sacrificio
questo agnello".

Così Martino, dal nero
mantello, bruciò senza pietà
nella fornace; il fumo della legna
ancora verde, intriso dell'odore
di bruciato, salì nel cielo e si dispose attorno
la faccia tonda della luna piena.

Pecora Nera, quando fu mattino,
si accorse che non c'era il suo
Martino. La rabbia in corpo, colore
della pelle, decise di recarsi dai vicini.

Viro-silente non era ancora sazio
brucava l'erba in sogno; fu interrotto
da un belato, straziante e senza fine. Pensò
alla beffa, per ovviare al danno
prese dal gregge, suo, un agnellino
gli tinse col tizzone il bianco vello

"Vedi quel cactus - disse il gran
montone - unica pianta nell'arida
valle, ha protetto dai lupi
il tuo Martino".

Una nuvola, gravida
d'inganno, uno scroscio di pioggia
aprì all'istante, lavando il nero
fumo al vello bianco.

Viro-silente non perse l'occasione
mise il timbro solenne e
sentenziò: "Miracolo!
Per trovarlo al buio della notte
occorreva fosse bianco
il tuo Martino".

Da quel giorno, Pecora nera
non mangiò che "fogli"
lo spazio verde fu arso dal sole.

poesia postata da: Fiorella Cappelli, Poesie (Filastrocche)

Dietro un cespuglio spoglio

Dietro un cespuglio, spoglio
sotto il sole di luglio
dormiva un coniglio
ma un'onda da uno scoglio
lo voleva sveglio
per osservarlo meglio
e chiese a un capodoglio
di fare un po' scompiglio
così dal suo giaciglio
sortì svelto il coniglio
Con grande meraviglia
l'onda avvertì la voglia
di essere sua moglie
di avere in più le doglie
e partorir coniglie...
con pinne e varie scaglie!
Riferimento:
Più che una filastrocca è uno scioglilingua, può essere utilizzato per esercizi di dizione con la "gli".

poesia postata da: armanda66, Poesie (Filastrocche)

Quelli che sperano... che l'Italia

Primavera alle mie spalle,
salta un grillo nelle stalle,
salta anche attenzione...
Materazzi alla Nazione,
noi speriamo tutti in coro,
che l'Italia passi a tono!
Lo speriamo veramente
con il cuore e con la mente...
Composta
giovedì 27 maggio 2010