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Filastrocche per bimbi


poesia postata da: Giuditta C., in Poesie (Filastrocche)

Filastrocca del sole

Sole che ridi e mi baci la faccia
sento il calore delle tue braccia
Con una mano mi copro gli occhi
mentre mi tingi di scarabocchi
Macchie, lentiggini e piccoli nei
tutti i tuoi segni saranno miei
Saran di tutti, saranno belli
Racconteranno che siamo fratelli
Figli del mondo, e come ogni gente
nati dal tutto e dal niente.
Composta
martedì 4 marzo 2014
Riferimento:
Per l'immancabile mia voglia di solarità verso tutto e tutti.



poesia postata da: Giuditta C., in Poesie (Filastrocche)
Per la mancanza d'affetto e d'amore
un giorno il mondo ebbe un malore
e poiché si sentiva cadere
un bimbo piccino lo volle tenere.
Aprì le braccia più che potè,
però non riusciva a tenerne un granché
a lui si unì un altro bambino
ma non ne tennero che un pezzettino.
Poi vennero altri, a dieci e a venti
e unirono mani e continenti,
bambini pallidi, giallini, mori
in un girotondo di tanti colori.
E quell'abbraccio grande e rotondo
teneva in piedi l'intero mondo.
Composta
giovedì 20 febbraio 2014

poesia postata da: Gianluca Cristadoro, in Poesie (Filastrocche)

Il pentametro della speranza

C'era una pera
che non voleva
uscir di sera

C'era una luna
che la fortuna
porta alla gente
senza far niente

C'era una cera
che non voleva
finire sciolta

C'era una volta
di gente molta
che tutto il giorno
girava intorno

a questo mondo
strano ma in fondo
che gira ancora
or come allora.
Composta
martedì 4 febbraio 2014

poesia postata da: Gianluca Cristadoro, in Poesie (Filastrocche)

Finale a scelta

Ripongo il mio pongo
nel vaso del Congo.
Lì ho preso un bel bongo
suonarlo poi fingo.
La mucca non mungo,
mi mangio un buon fungo.
Con l'ago mi pungo.
Nel lago mi tuffo,
di blu trovo un puffo.
Il resto acqua gialla.
Mi fa stare a galla.
Da qui più non esco.
No, non ci riesco...
Glu glu, non respiro.
Mi giro e rigiro.
Vò sempre più a fondo.
Bye bye triste mondo.

Finale A

In fondo t'ho amato.
Nel fondo scordato,
per mesi e per anni,
Né pene e né affanni.
Né lodi e memoria
per chi non ha boria,
per l'animo puro
che suona il tamburo,
che nulla ha mai chiesto.
Per chi non più mesto
sul fondo ormai giace.
Riposi là in pace.

FInale B

Ma tutt'ad un tratto
mi sento sottratto
da vortice ed onde.
Mi rialzo e le sponde
del lago salmastro
rivedo ed un mostro
di spalle mi scruta.
Non ho più la muta.
Ghignando m'osserva.
La cosa mi snerva,
ma adesso è finita
gli devo la vita.
Composta
giovedì 16 gennaio 2014