Area Riservata

Filastrocche per bimbi


poesia postata da: Tap72, in Poesie (Filastrocche)

Il boscaiolo avido

C'era una volta tanto tempo fa
un uomo di mezza età.
Per mettere da parte tanti denari,
faceva un sacco di straordinari.

Come lavoro il boscaiolo faceva,
tutti i giorni a colpi di ascia ogni tronco prendeva.
Di fatica si ammazzava
ma la paga mai gli bastava.

Così giorno dopo giorno
a forza di buttarli giù,
si accorse che nel mondo,
alberi non ce n'eran più.

Tanto era smanioso di guadagnare
che restò senza di che mangiare.
Poiché gli alberi li aveva abbattuti tutti,
non poteva raccoglierne i frutti.

Causa il suo disboscare
gli animali non ebbero più che mangiare.
Una dopo l'altra ogni specie si estinse
flora e fauna sempre più si restrinse.

Ora non v'era più nessun animale
nessun fiore e nessun vegetale
Solo un avido boscaiolo
che avrebbe ceduto ogni cosa per un sol cetriolo.
Composta
venerdì 2 maggio 2014


poesia postata da: Syndy Arts, in Poesie (Filastrocche)

Festa della fontana

A Torremaggiore
che festa gioiosa,
per i fedeli la più preziosa,
il pensiero va a Maria
Vergine amata
pura e pia,
che in ciel viene innalzata
e per le vie incamminata,
la banda suona a festa,
la gente a pregar si appresta,
coi nastri e le coccarde
si vestono le strade,
i fuochi pirotecnici
tra i vicoli e le vie,
i ragazzi divertiti
corrono sotto alle batterie,
le loro maglie saran bucate
e tra di loro tante risate,
il palco s'illumina per chiuder la festa
con un concerto che nel cuor resta,
nei giorni festosi tanta magia,
presto accorrere a pregare Maria,
una mesta preghiera
e così sia.
Composta
martedì 22 aprile 2014
Riferimento:
Riferita alla nostra festa di Paese...
Dedica:
A tutti i Torremaggioresi, al comitato e a chi ha avuto il piacere di conoscere questa festa.


poesia postata da: Gianluca Cristadoro, in Poesie (Filastrocche)

Itinerari notturni

Domande che m'intridono sinapsi
Non bastan ad indurmi della stipsi.

L'adultera s'adultera da adulta?
E la rabbia muta in scabbia?
O si cela nella sabbia?

È questo che mi chiedo
se bevo o se mi siedo.

Mentre trebbiatrice trebbia,
lavorando nella nebbia.
Navigando nello spazio
mi ritrovo dentro il Lazio.

Passo prima da Viterbo
dove l'oste per me ha in serbo
una zuppa fave e ceci.
Vi rimango giorni dieci.

Scendo giù e mi faccio un bagno
a Bracciano e non mi lagno.
Passo un attimo per casa.
La famiglia ancor riposa.

Per l'eterna città vago
fugo appena acceso rogo
nel bel mezzo di quel campo
ch'è di fiori e non da scampo.

Ad Ariccia vile miccia
fa saltare la salsiccia.
Sana invece è la porchetta
se non usi la forchetta.

Discendendo a Casamari
non mi allaccio gli alamari
recitando una preghiera.
L'Abbazia mi guarda fiera.

A Cori i coriandoli andò' li trovi,
Li trovi nei rovi rovistandoli.
Ad Ovindoli e Rivisondoli
i gerundi son pungoli
che sconfinano in Abruzzo
con quel fare astuto e aguzzo.

Risalendo su a Cassino
mi sovvengono racconti
di quel tempo un po' assassino
che ha squassato mari e monti.

Passo poi sul monte Viglio,
lo spavento non mi piglio.
Vedo gente giù che scia
e mi sento a casa mia.

Volo ancora e qui concludo
atterrando in quel di Farfa
mi riposo e non più sudo
mentre l'occhio il verde arraffa.

Quella luce mi risveglia
guardo bieco quella sveglia
che mi fa tornare in mente
Ch'è mattina o bella gente!
Composta
giovedì 20 marzo 2014

poesia postata da: Giuditta C., in Poesie (Filastrocche)
Lo spiritello della simpatia,
abita da sempre nella mia fantasia.
A volte è buono, altre no,
ma di dir bugie proprio non può.
M'inchino davanti a voi, grande maestro
che della rima siete un esperto!
Io ci provo e mi diletto, non sono un gran che,
ma mi diverto!
Giudineve è il nome che m'avete dato,
mi piace molto e lo userò
quando una frase in rima scriverò!
Al momento è tutto gentile insegnante
la saluto allora con gesto ossequiante!
Composta
sabato 8 marzo 2014
Dedica:
For Master j. Luke.