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Scritta da: Nello Maruca

Gemme

D'Epifania, d'incerto sole, in tiepida giornata,
giunge la prima Gemma tant'amata.
Brillano i suoi occhi per bontà ed amore,
di tenerezza mi riempie il cuore.
Suo lamento è dolce nota,
bel carattere denota.

La seconda, ch'è seconda in tempo,
di luce brilla più del firmamento;
lunghi capelli, grand'occhi, luminoso viso
a giugno mi perviene all'improvviso.
Tutto piglia, tira, strilla,
tutt'intorno ad ella brilla.

In un febbraio tetro, freddo e gelo
la terza, poi, calata m'è dal cielo;
di gioia sussultar fa l'alma mia
mentre m'appresto a dir l'Ave Maria.
Occhio piccolo, lucente,
sguardo fermo, intelligente.

Nell'odoroso di fiori e biancospino maggio
mi giunge all'improvviso il grand'omaggio
di quarta Gemma splendida, lucente che tra le Gemme
è Gemma delle Gemme.
Tosto pare assai carino,
un tantino birichino.

A capodanno la quinta mi compare
venuta all'improvviso a illuminare
la nera notte di fulmini percossa,
di vento e tuoni forti molto scossa.
Di furbizia mente fina
lesto offre lo spuntino. *

Cinque di Gemme splendide ho nel cuore,
ognuna d'inestimabile valore.
La vita che pur tanto m'ha deluso
in fin sì grandi beni m'ha profuso.
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    Scritta da: Nello Maruca

    La promessa

    Una barca gongolante
    dalle vele biancheggianti
    è partita da levante
    tra le onde fluttuanti.

    A me viene lentamente
    a portar il pargoletto
    che aspetto trepidante
    di tenere sul mio petto

    per cantare la ninna nanna
    con l'amore di una mamma,
    con l'affetto della nonna
    alla gemma, dolce fiamma.

    Quando, poi, il piccoletto
    addormito s'è sul petto
    nella cuna, caramente,
    lo distendo dolcemente.

    Stringo in mano la manina
    e contemplo il visino.
    L'accarezzo pian pianino
    e mi resto a lui vicina.

    Poi ripenso il vivo scritto
    indi giuro, indi prometto
    per il bene affisso in petto
    che sarà sorriso il pianto
    e allegrezza la tristezza.
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      Scritta da: Nello Maruca

      Saggio corona di sonetti

      In questa classe siamo sedici alunni,
      nove siam maschi, sette sono donne.
      Quattro son compagni dei passati anni;
      un solo maschio e tre hanno le gonne.

      Elsa, Lucia e Caterina Lo Munni
      nomata, per sue rime, poetessa "Erinne" *
      il maschio, compagno, Cucco Giovanni.
      Quest'è la prima B d'Istituto Aronne.

      Uom'elegante da fattezze basse,
      si sofferma tra i banchi e sorridente
      dice: sono il docente Carlo Alasse

      proffessor di lettere in questa classe,
      al vostro fianco sarò costantemente,
      io sarò ruota e voi sarete l'asse.
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        Scritta da: Nello Maruca

        Mutamento

        Pur quei monti i ciel sfioranti
        ch'eran verdi i giorni avanti
        son mutati in biancheggianti
        e ora son di verde assenti.

        Il fioccare lento e stanco
        un tappeto tutto bianco
        ha deposto a mò di manto
        che coperto ha ogni canto.

        Eran bei, quie verdi monti
        dagl'arbusti troneggianti,
        dal color lussureggiante
        che a tratti era cangiante.

        Per volere del Divino,
        ch'è fenomeno all'umano,
        la bellezza ch'era dapprima
        pur mutata, ' è come prima.

        Di diverso ha solo il manto
        che alla vista è tutt'incanto
        brillantante era pria d'ora,
        luminisa resta ognora.
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