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Poesie di Charles Bukowski

Poeta e scrittore, nato lunedì 16 agosto 1920 a Andernach (Germania), morto mercoledì 9 marzo 1994 a San Pedro, Los Angeles, California (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Le ossa di mio zio

Le ossa di mio Zio
montavano una moto ad Arcadia
e violentarono una casalinga
dentro un garage
pieno di tubi e rastrelli,
le ossa di mio Zio
si lasciarono dietro
1. un vaso di burro d'arachidi
e
2. due bambine chiamate
Katherine &
Betsy e
3. una moglie stracciata che piangeva
continuamente.
Le ossa di mio Zio
scommettevano anche
sui cavalli
e
fabbricavano moneta falsa -
per lo più nichelini, e l'F. B. I. lo ricercava
per qualcosa di più grave
anche se da allora
ho dimenticato cosa fosse.
Le ossa di mio Zio tirate per il lungo
sembravano troppo corte
e guardate
mentre venivano verso di te
si curvavano come archi
sotto le ginocchia.

Le ossa di mio Zio
fumavano e bestemmiavano
e sono state sepolte
dove si seppelliscono le ossa
che non hanno
quattrini.
Quasi quasi scordavo di dirvi:
le sue ossa si chiamavano - John -
e
avevano occhi verdi
che non
durarono.
Composta mercoledì 25 settembre 2013
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    Una minaccia alla mia immortalità

    Si spogliò davanti a me
    con la figa dall'altra parte
    mentre io stavo a letto con la bottiglia
    di birra.

    Cos'è quella verruca che hai
    sul culo? Chiesi.

    Non è una verruca, disse lei,
    è un neo, una specie
    di voglia.

    Quel coso mi spaventa, dissi,
    lasciamo
    stare.

    Scesi dal letto
    e andai nell'altra stanza
    e mi sedetti sulla sedia a dondolo
    e mi dondolai.

    Mi raggiunse dì un po',
    vecchia scoreggia. Sei pieno di verruche e cicatrici
    e bitorzoli d'ogni genere
    dappertutto. Credo proprio che tu sia il vecchio
    più brutto
    che abbia mai visto.

    Lascia perdere, dissi, dimmi qualcosa di più
    di quel neo
    che hai sul culo.

    Lei andò nell'altra stanza
    si vestì e poi mi passò davanti
    sbattè l'uscio
    e
    sparì.

    E pensare
    che aveva anche letto
    tutti i miei libri di poesie.

    Spero solo che non dica a nessuno
    che non sono stato
    carino.
    Composta mercoledì 25 settembre 2013
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      Peggio e meglio

      Negli ospedali e nelle galere
      è il peggio
      nei manicomi
      è il peggio
      negli attici
      è il peggio
      in strade di tuguri che si sfanno
      è il peggio
      alle letture poetiche
      ai concerti rock
      alle fiere di beneficenza per gli inabili
      è il peggio
      ai funerali
      ai matrimoni
      è il peggio
      alle parate
      nelle piste di pattinaggio
      alle orgie
      è il peggio
      a mezzanotte
      alle 3 del mattino
      alle 5.45 del pomeriggio
      è il peggio

      la squadra di pompieri
      che cade dal cielo
      questo è il meglio

      pensare all'India
      guardare i chioschi di popcorn
      osservare il toro che prende il matador
      questo è il meglio

      lampioni ingabbiati
      un vecchio cane che gratta
      noccioline in un sacchetto di celluloide
      questo è il meglio

      spruzzare gli scarafaggi
      un paio di calze pulite
      viscere naturali che battono il naturale talento
      questo è il meglio

      di fronte a squadre di pompieri
      gettare molliche ai gabbiani
      affettare i pomodori
      questo è il meglio

      tappeti bucati da sigarette
      buchi nei marciapiedi
      cameriere ancora sane
      questo è il meglio

      le mie mani morte
      il mio cuore morto
      il silenzio
      adagio di rock
      il mondo che s'infiamma
      questo è il meglio
      per me.
      Composta lunedì 21 ottobre 2013
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        I furbi

        I furbi scendono la corrente come pesci bianchi
        sulla cresta d'acque blu, oltre le rapide.
        I furbi, con le loro gole e sopracciglia da furbi,
        i loro furbi peli nel naso, entrambe le scarpe allacciate, tutte le tragedie cancellate, denti splendenti.
        I furbi non si scompongono. Anche le loro morti sono morti al quadrato, furbi furbi furbi.
        Hanno case migliori, auto migliori, risate migliori.
        Persino i loro incubi sono sogni sgargianti.
        Questi furbi ti siedono di fronte, con un sorriso pulito, che li riempe, fianco i capelli sprizzano nitore.
        Quanto ho vissuto e quanti ne ho visti.
        Sapete cos'è davvero la morte?
        È uno di questi furbi rottinculo che ti stringe la mano e ti abbraccia.
        Sapete cos'è davvero la morte?
        Venite a vedermi mentre allungo la carta di credito
        al cameriere disprezzandovi. O peggio.
        Composta domenica 27 ottobre 2013
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