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Le migliori poesie di Antonio Prencipe

Studente, nato sabato 29 giugno 1991 a Mattinata Prov. FG (Gargano) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Antonio Prencipe

Rose rotte

Nei miei vent'anni gioie e dolori
racchiusi nei villaggi
della solitudine repressa in un istante.
Rose rotte
spente come una sigaretta
consumata in un posacenere
senza cenere o mozziconi torturati dal tempo,
pieno di lacrime color cielo
cadute da occhi grandi, marroni
come la terra che sorregge i germogli
di mille erbe strappate dalle mani
di quel'agricoltore che coltiva
la vita di mille anime destinate all'inferno
di una sorte insaziabile di verità.
Rose rotte
senza paracadute, cadute da un'ombra
eterna senza ansie per chi
come me ha venduto il suo cuore
al mare assaporato dal consumarsi
dell'aurora in un tramonto travestito
da ricordi e temporali
nei labirinti di una fottuta colpa
nascosta nel profondo della propria anima.
Rose rotte
straziate dalla guerra eterna che è la nostra vita,
guerrieri senza maschera o falsità,
guerrieri nel sangue,
nelle tenebre, nel paradiso volano
mostrando le pagine quasi bruciate da un tempo
che meschino ha lasciato una macchia color sangue
nel nostro cuore obeso d'amore
e troppo sensibile e forte per poter vivere felice.
Composta venerdì 14 gennaio 2011
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    Scritta da: Antonio Prencipe

    Luna rinascente

    Io che ho sempre
    sofferto l'abbandono
    non dimenticherò le mani
    calde e delicate
    nascoste sotto
    l'ombrellone in penombra
    di quell'amore dormiente
    sul letto di seta...
    Sognato
    in un giorno di ferragosto.

    La chiave del mio cuore
    inchiodato al suolo
    l'ho gettata via,
    col vento.

    Sparerò al mondo,
    in bocca ai politici
    e alla libertà,
    non mi perderò nel carcere
    che è la falsità.

    Combatterò!
    con le pistole cariche
    e l'anima assassina
    di verità, amore e umiltà.
    Non abbasserò la testa
    e sputerò in faccia
    alla fede che impedendomi di vedere
    ciò che vorrei ascoltare
    spedisce gentilmente
    la mia dannata irrazionalità
    giù dalla finestra aperta
    dove giù
    ad aspettarmi spettri
    e fiamme color cielo
    sperano disperati
    in un mio suadente
    e meraviglioso schianto.

    Non mi basterà svegliarmi
    al mattino con il dolce
    odor di caffè padrone del mio giorno,
    vorrò di più.

    Volerò ai confini dell'impossibile
    tra le rose bianche
    vergini come la seta che si
    specchia nei diamanti
    macchiati dal sangue
    mio ingenuo, sbadato,
    venduto al sesso
    per una briciola di consapevolezza,
    la consapevolezza
    della propria forza
    sconosciuta dalla notte
    assopita sola,
    con l'accanito suo amore
    dormiente anch'essi
    nei meambri oscuri
    della luna rinascente.
    Composta martedì 15 febbraio 2011
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      Scritta da: Antonio Prencipe

      Da terra ho raccolto la vita

      Sai vita...
      Certe volte ho goduto
      dell'inferno che mi hai dato.
      Non diventerò mai padre
      perché so quanto costa vivere.
      So quanto costa raccogliere
      le lacrime da terra e gettarle
      nella pattumiera assieme ai sogni
      impossibili, spregiudicati vandali.
      So il dolore che procura la mancanza
      di un sorriso, di un abbraccio
      nelle notti fredde d'inverno
      e nel caldo torbido
      di una giornata d'agosto.
      Aver paura d'uscire in mezzo alla gente
      perché ci si sente troppo inutili,
      troppo stronzi.
      Forse è la troppa sensibilità
      o forse è il troppo egoismo...
      Ma io mi sento così
      amo troppo il mio dolore...
      Amo troppo tutto e preferisco non
      mettere al mondo un essere
      così bello, così puro,
      lo proteggerei troppo dalla vita,
      dalle sue unghie che graffiano
      e lasciano lividi che non se ne vanno
      sulla pelle...
      Soffrire equivale a vivere.
      Amare equivale a morire
      sorridente tra le braccia dell'orizzonte.
      Dalla mia faccia pallida
      lavo via il paese,
      stanca di cercare qualcuno
      per poter ritornare me stesso.
      Ho smesso di scrivere
      mi trema il respiro ed ora
      non sento più il suono del mio silenzio.
      Spesso mi sono guardato allo specchio
      e piangendo mi sono detto chi sei.
      Vita... Sul ciglio di questa strada
      troppi vetri sparsi s'infilano
      nella carne e dissanguano il sentimento
      più remoto e restio.
      Composta domenica 23 ottobre 2011
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        Scritta da: Antonio Prencipe

        Quel "no" che la morte al posto tuo scrisse

        Chissà se adesso inventi
        la parte buona di me.

        "Dimenticarti è impossibile."

        Disse così il tramonto
        passato per caso nella mia vita.

        Se nella sabbia disegni ancora
        la mia anima inventa un nuovo amore
        anche per il mio corpo lasciato
        su questa terra a tremare.

        Quel no lasciato sulla mia pelle
        ha lacerato l'aria che aspiravo
        nell'attesa di un tuo respiro
        sulle mie labbra stanche di aspettarti.

        Quel no che tu non mi hai mai detto,
        che non hai nemmeno mai pensato,
        che ha modellato la mia fragilità
        facendomi diventare forte come il cemento
        e sensibile come una piuma caduta
        da un cielo tenuto in catene.

        "I tuoi occhi piangono anche quando
        la tua bocca ride."

        Così mi hai detto in un sogno
        non troppo lontano.

        Mi hai amato, odiato, sostenuto
        e mai abbandonato perché anche se
        fisicamente non ci sei più,
        sento i tuoi sorrisi gridare nel vento,
        le tue mani accarezzare il cuore
        e il tuo amore reggere la mia stanca
        e vigliacca voglia di vivere.

        Amore mio...

        Ti scrivo ancora dicendoti
        che la tua morte non ha fatto altro
        che rafforzare e rendere indelebile
        l'amore che per te ho provato
        e che mai lascerò andare via.

        Sei Vita.

        Sei il dolore più grande che ho dovuto
        combattere, la forza di una lacrima
        squartata da un raggio di sole.

        Quel no che la morte al posto tuo
        scrisse sulle pagine del mio destino.
        Composta martedì 5 giugno 2012
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          Scritta da: Antonio Prencipe

          Tradito dal suo destino

          Una poesia d'amore ho scritto per te.
          Una novella tempestosa ho raccontato
          all'anima mia per addolcirla e addomesticarla
          come ha fatto il cuore tuo mentre
          cercava di nascere nel grembo mio,
          sono la mamma rincorata da una colpa
          che la tristezza rinchiude nel vortice
          agonizzante che squarciò i sorrisi miei
          nelle notti scoperte con la pioggia
          sbattente sulla mia pelle scolpita,
          sono la figlia del sole
          dimenticata nella luna addormentata
          nei sogni ripetuti in un villaggio
          di salvezza che dannatamente ho cercato
          tra le braccia del mio amato
          che senza una verità mi ha abbandonato
          nel dolore di un libro quasi bruciato
          dalle lacrime mie lentamente poggiate
          sull'arcobaleno maestoso ricoperto ancora
          dal suono suicida dell'adolescenza mia.
          Ninna nanna, ninna ooooh
          questo figlio a chi lo do?
          Il giorno arriva disperato cercando
          quella notte bastarda che due ore prima
          si è portata via una madre ammalata d'amore
          e un figlio che mai nascerà,
          tradito dal proprio suo destino.
          Composta mercoledì 2 febbraio 2011
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