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Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

Bambola

Abbigliata di pizzi e merletti,
Nel tuo splendore di porcellana
Coltivi disprezzo e nutri invidia...
Gradiresti forse esser vera?
Silente e immobile mi scruti
Non posso non adorare il tuo sguardo
Impenetrabile, cieca magnificenza...
Nella tua chioma, cestino di grano,
come bambina io mi perdo;
mi tendi le mani attraente,
non posso negarti un abbraccio
Tu... cosi splendida e malinconica,
artica come neve tra le mie mani
non hai ne pianto ne sorriso...
Ti ammiro contemplo e penso...
Tu cosi bella, come puoi non aver un anima?
Come puoi fare innamorare,
se amore non puoi dare?
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Ode ad acitrezza

    Antico miraggio e indecifrabili resti,
    Scagliati con furia per trucidare,
    Chi da Itaca aveva vagato e penato.
    Natura sublime,
    Porto senza eguali,
    Meraviglia della Perla del mare,
    Che è la tua Sicilia.
    Arcaico splendore,
    Ove dal mare come sirene,
    S'innalzano faraglioni;
    Fermi al sole o sotto la bruma,
    Vento non temono,
    E baciano la luna.
    Pescherecci attorno,
    E barche colorate,
    Sulle rive ferme,
    Come oggetti dell'opera
    Che uomo e natura,
    Creano d'accordo,
    In quel mare vissuto dai Malavoglia,
    Che raccontò Verga.
    Quanta suggestione,
    Onirico splendore!
    Tra mito e verità,
    La tua omerica Isola Lachea si mostra,
    E cinguetta attorno ad essa,
    La graziosa ballerina gialla,
    Inseguita in volo,
    Dal reale gabbiano,
    Sotto distese in fiore,
    Di carline raggio d'oro.
    Bimba dinamica di mattino,
    Donna passionale all'imbrunire,
    Fedele e devota
    Come Galetea ad Aci,
    Legata dell'amore eterno,
    Nell'incanto della notte
    E nella gioia del giorno.
    Dormi anche tu luna,
    Che Acitrezza vuol dormire,
    Dormi infinita avvenenza,
    Nel mare scuro che ti attornia,
    Dall'alto della punta,
    La Vergine Santa ti veglia.
    Composta martedì 18 giugno 2013
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      Scritta da: ANGELIKA MORI
      Avvampano le gote
      il caldo pervade,
      maligni mi sfiorano
      mentre smarrisco virtù,
      inspirando effluvio,
      di dame argentee.
      Tra psichedelici bagliori
      la fiaccola della logica si smorza,
      sotto i piedi,
      sisma tuona in spirale.
      Fuliggine vicino e voci lontane,
      sconnesso turbamento,
      scruto ciò che non avevo mai veduto
      dagli occhi bendati dalla ragione,
      l'occultato mistero
      dietro lastra ora mi appare,
      di nero ammantato,
      con occhi assenti,
      m'indaga.
      Vedo ciò che non c'era.
      Mi abbandono placidamente
      a infermità della mente,
      intanto che gira il mondo fluttuante.
      Con la percezione di sommergere
      per poi librami in etere
      odo canti africani
      tamburi e anatemi arcani
      si propagano confusi,
      intanto che negromanti e stregoni,
      volteggiano intorno,
      come dannati.
      Gola arida,
      cuore che imperversa,
      sintomo distruttivo,
      d'oblio stupefacente.
      Ora sull'uscio,
      pioggia che bagna,
      lava via lacrime e sorrisi
      dell'estrema follia.
      I tuoi passi più vicini,
      la fredda mano tua che mi sfiora,
      e tra la tua veste mi perdo per sempre;
      così in un angolo perisce,
      la mia eternità fallita.
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Il bambino

        Da solo giocava,
        il bambino dal mondo dentro,
        da solo parlava,
        a chi non sa ascoltare,
        solo lui rideva,
        di risate non capite
        era solo lui,
        con la sua ignota pena...
        Il suo gioco durerà la sua vita intera,
        non tramonterà, ne sciuperà
        la sua innocente anima,
        ma muterà, solo il suo corpo.
        Che importa a quel bambino infinito
        se la gente di lui ha compassione?
        Lui gioisce, parla e gioca da solo,
        tra gli altri che fioriranno,
        effimeri fanciulli che
        diventeranno uomini;
        in lui invece si mostra il dono dell'infanzia,
        Per sempre.
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