Scritta da: Angela MORI

Il giardino

L'oleandro velenoso intrecciato alle tue dita,
la regina dei fiori, cagiona la mia invidia
petali bianchi di margherita
si scompigliano anelando la tua cura;
torso bronzeo tra quel verde
che concilia ai tuoi occhi,
tra l'avvenenza ed il mistero
come nera pantera ti destri
non ti accorgi che dall'alto,
freme la mia brama.
Spine scure le tue ciglia,
la tua fronte celata da dorate foglie
arbusti vivaci non temi
affonda il tuo piede nella terra annaffiata
la mano si unge di sudore e pantano
e quel'arma innocente diventa tutt'una ad essa.
Svestito al sole che risplende
sulla tua rovente pelle
stille di sudore non tengono pudore
e tra gli incavi delle tue grazie,
scorrono maliziose
mentre dai vita a ciò che non c'era,
vigore a ciò che è,
speranza a ciò che sarà...
Il balcone della brama
cela il paonazzo del mio volto,
la sgomento, la malizia e la vergogna...
solo il mio sogno resterà incolto!

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