Le migliori poesie di Ada Roggio

Acconciatrice, nato giovedì 29 giugno 1961 a Floersheim am Main (Germania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Ada Roggio

La Befana

La Befana presto lesta ha sfidato la tempesta.
È partita dal paese, impiegando qualche mese.
Indossando una sottana, calze lunghe a filigrana.
Un cappello lungo e stretto, nero come il corsetto.
Un mantello rattoppato, un guanto sfilacciato.
Naso adunco, mento aguzzo, veste truzzo.
Con le scarpe a mezzo tacco, a con se un grosso pacco.
Il suo viso vecchio e stanco, porta un sorriso a chi è affranto.
Vecchia e sgangherata, viaggia sulla scopa a gran figata.
Sul suo viso ha un grosso neo, assomiglia a un cicisbeo.
I capelli arruffati, sono tutti affumicati.
Canta il canto della Befana, canta, canta una settimana.
A mezzanotte guarda la luna, la befana ti porterà fortuna.
La befana ha nel suo saccone qualche dono, e tanto carbone.
Sfida vento, neve bufera, scende nelle case a tarda sera.
Sorvola monti e colline, la sua corsa non ha mai fine.
Sorvola l'oceano e il mare, non si stanca di volare.
Ovunque trova un calzettone, infila il dono e qualche carbone.
Questa è la fine della filastrocca, carina un po' sciocca.
Canta, canta l'epifania tutte le feste si porta via.
Ada Roggio
Composta venerdì 2 gennaio 2015
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    Scritta da: Ada Roggio

    Bussai

    Bussai
    Bussai alla tua porta era chiusa
    Bussai alla sua porta era chiusa
    Bussai alla loro porta era chiusa
    Stanca, senza più fiato
    Bussai ad una porta vecchia, rotta, socchiusa
    Apparve una luce, mi diede calore
    mi inginocchiai,
    pregai
    Ero nella casa del Signore
    Apparve vestito di bianco
    sedette accanto
    Posai il capo sulle sue ginocchia
    Arrivò la pace.
    Ada Roggio
    Composta domenica 27 settembre 2009
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      Scritta da: Ada Roggio

      Stupro

      Dormiva li nel suo letto
      La stanchezza del giorno
      la portò ad un sonno profondo
      tra sogni che ora non ricorda più
      Nelle buie ore della notte
      si celava,
      l'ascesa del suo io
      Mani che amava la strinsero
      con una violenza unica
      lei rabbrividii,
      al sol pensiero
      ancora oggi rabbrividisci
      Non le fu permesso gridare
      mani forti si posarono sulla sua bocca
      lei d'improviso rivoltata...
      lacrime cadevano sul suo viso
      si dimenava,
      la sua forza era entrata persino nella sua anima
      nulla poté al suo volere
      Al termine di quello stupro
      non lo amò più
      mai più potè
      lasciò dentro di lei una ferita
      chiamata morte lenta.
      Ada Roggio
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