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Commenti a "I poeti sono gli unici che riescono ad..." di David Kumada


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Scusami Vincenzo, ma... secondo te, cosa mai credono di sapere i poeti? A me pare che essi (a differenza di molti filosofi) si caratterizzino proprio per la continua ricerca, e non per l'asserzione di aver trovato e di conoscere qualcosa.
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Per  capire meglio chi è un poeta e lo scopo dell'arte in generale , posto alcuni pensieri di artisti e pensatori più capaci di me nell'esprimersi :
"Che cosa credete dunque che sia un artista? Un deficiente che ha soltanto gli occhi se è pittore, soltanto orecchie se è musicista, soltanto una cetra per tutti gli stati d'animo se è poeta, o addirittura soltanto muscoli se è contadino? Ma nient'affatto! Egli è allo stesso tempo un essere politico, che vive costantemente nella consapevolezza degli eventi mondiali distruttivi, scottanti o gioiosi, e che si forma in tutto e per tutto secondo la loro immagine. Come sarebbe possibile non avere alcun interesse per gli altri esseri umani e rinchiudersi in una torre d'avorio, indifferenti a quella vita che ci viene offerta in maniera così abbondante? No, la pittura non è stata inventata per decorare appartamenti. Essa è un'arma di offesa e di difesa dal nemico."
( Pablo Picasso )
“Se una poesia su un campo di papaveri ti ha insegnato a guardare meglio i papaveri, ha già adempiuto ad una grande funzione”.
( Bertold Brecht )
“Soprattutto oggi un poeta  esprime e comunica una denuncia sociale ... Ognuno trova una suo modo  per  cercare di cambiare le cose nel mondo...ed un poeta  nel momento stesso in cui denuncia un disagio personale, racconta implicitamente il suo tempo e inizia così la ricerca, la denuncia e la spinta al cambiamento, perciò la poesia si fa strumento in grado di affermare l’identità della società moderna e nello stesso tempo diviene coscienza dell’umanità.”
“L'artista rende l'uomo più umano e bisogna vedere nell'arte prima di tutto un'attività dello spirito che come tale non può che avere uno scopo morale e formativo.”

In conclusione , bisogna leggere bene le opere e saperle interpretare. Holderlin. Pasolini,  Neruda,  Pound  come non  accorgersi della lungimiranza di questi poeti . Ad esempio ”Con usura”  è un atto formidabile d'accusa contro un'economia , una finanza ed un  capitalismo che affamano le società...scritta da un poeta finito ingiustamente in manicomio proprio per il suo sentire la vita ed essere artista fino in fondo. La poesia è un patrimonio storico ed umano...per chi lo desidera ovviamente .

Grazie per l'attenzione.
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Si presume che un poeta serio ed impegnato non dovrebbe solo occuparsi di sofferenze ed emotività, ma dovrebbe registrare i problemi della società, farne partecipi quelli che non hanno tempo di accorgersi che ci sono e proporre le soluzioni che può vedere avendo tempo di meditarci.
Sicuramente non può salvare lui la società, ma registrare ed allertare, sì.
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Esaminando con attenzione la frase postata da David K. :
ho riscontrato un'auto critica, quindi nulla contro i poeti.
Ribadisco, non è un contesto ai poeti,
ma al suo amico immaginario,
cioè a se stesso definendosi poi:
"un povero insignificante buono a nulla"

Ma io riesco a leggere nella sua frase,
molto, ma molto di più... disperazione,
un grido di supplica sotto forma di preghiera...
Chi scrive sa e, chi vuole scrivere sappia che,
siamo davanti ad una scrittura che cerca un dialogo;
ad una scrittura-mezzo, non ad una scrittura-fine.

Teniamo quindi presente che;
Tutto ciò che noi trasformiamo in poesia, in liriche,
o sotto altre forme, non è altro che...
La nostra vita, gli affetti, la sofferenza,
rivelando così la nostra straordinaria umanità
e questo non vale solo per i grandi poeti, ma per tutti!!!
Ogni poetica è fatta di profonda e ardente visionarietà,
ma nello stesso tempo sommessa di inquietudine.
I temi sono sempre gli stessi;
il dolore, la follia, la carnalità , la spiritualità,
l’amore, la sofferenza, la famiglia,
le dediche alle persone care, agli amici e...
Sai anche tu Jo, che le più belle poesie,
vengono scritte quando si soffre.
Quindi io rispetto chi, anche se con parole povere,
desidera condividere le proprie sofferenze al mondo intero.

Termino con una frase di:
-- JOSEPH CONRAD, Lord Jim

"E poiché non è possibile al poeta
di tenere sempre gli occhi chiusi,
ecco che si manifesta il vero disturbo
- la sofferenza del cuore - la sofferenza del mondo."


P.S. Grazie per avermi chiamata in causa.
È stato un piacere. :-))
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Salve Vincenzo
Non mi risulta che siano i poeti a creare una stato di indigenza nel mondo, il poeta semmai ne soffre...partecipa emotivamente, empaticamente e comunica questo stato di sofferenza...il pittore dipinge ,l'architetto costruisce, il poeta sente ...edifica la propria anima in comunione col mondo...si può condividere o meno il poeta ma definirlo un buono a nulla o nocivo alla società , oltre che offenderlo , è non accettare la sensibilità  come fonte di ogni fratellanza. Tale sensibilità è tipica del poeta , quella che cerca di risvegliare in ognuno di noi.
Un saluto.

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