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Commenti a "I poeti sono gli unici che riescono ad..." di David Kumada


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Io non colgo equivoci nella frase: i poeti sono emarginati, perfino da se stessi, e sono gli unici a considerare talune malattie nervose come un dono divino; poverini, si attaccano a tutto, pur di non ammettere di essere solo poveri, insignificanti buoni a nulla.
   E allora: caro Kumada, innanzitutto le malattie nervose sono malattie come le altre, che non privano chi ne soffre neanche di un minimo di dignità.
   In secondo luogo, la malattia è sofferenza, e in quanto tale, come ogni altra sofferenza, è sempre un dono divino, perché solo la sofferenza aiuta l'uomo a guardare dentro se stesso, a superarsi, a comprendere le sofferenze altrui.
   In terzo luogo, molto spesso le malattie nervose si accompagnano a sensibilità e genialità che gli uomini "normali" neanche si sognano: gli esempi possibili sono infiniti, in ogni campo dell'arte.
   In quarto luogo, NESSUN ESSERE UMANO, neanche il più "st*upido" o il più derelitto, è un insignificante buono a nulla; perché le forme dell'intelligenza e delle capacità umane sono infinite, e ciascuno è unico, prezioso e insostituibile.
      In conclusione: io credo che, nel suo stesso interesse, lei debba riconsiderare, e anche con una certa urgenza, i suoi parametri di giudizio e le sue scale di valori, che vedo al momento molto lontani dal tentativo di una precisa, profonda e partecipe comprensione della realtà.
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persone buone a nulla che a distanza di anni sopravvivono  alla mo*rte... sopravvivono con le loro idee ...con il loro coraggio di mostrare la parte piu' intima di se stessi quella parte che non è emarginazione  ma bensì un interiorità in cui tutto si vive amplificato
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anche chi è malato ha la capacità di pensare e scrivere i suoi pensieri e non è un povero, insignificante, buono a nulla come qualcuno insinua ...
riporto l'interessante, quanto significativa considerazione  di sir jo..
ritengo che ogni animo poetico ha in se un grande sentimento, non solo verso il prossimo, ma soprattutto per chi resta indietro....mi astengo dal giudicare la seconda parte dell'aforisma, che si discosta totalmente dal pensiero iniziale..
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Ti faccio un breve elenco di persone che sono state buone a nulla:
Michelangelo, Goya, Munch, Van Gogh, Dalì, Modigliani, De Chirico, Monet, Baudelaire, Edgar Allan Poe, Virginia Woolf, Hemingway, George Orwell, William Faulkner, Scott Fitzgerald, Alda Merini. E mi fermo qui.
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bhe spero che sia ironizzando e anche la dedica spero faccia parte di un ironia, che non gradisco sia chiaro, altrimenti la trovo davvero, davvero pessima, non solo! Se davvero l'autore di questo scritto non stesse ironizzando la dedica si trasforma anche in una "Sfottut'a" di chi ci soff're per davvero.

concordo con quanto detto da Sir Jo

Spesso poi il poeta è un individuo avvolto in un involucro di lacrime (Cit. gibran) questo è vero  ma per essere poeta non serve altro che un cuore, emozioni e il creare in scritto (non solo scritto se vogliamo dirlo) ciò che nel suo "io" alberga, cantare gioia e dolori, pazzie e meraviglia e chi riesce a sentir ed esternare emozioni proprie che coinvolgono il prossimo, commuovono, affascinano o qualsiasi altro emozione che riesce a suscitare nel prossimo...
Allora penso che valga molto tale individuo, senza escludere nulla e nessuno.

frase pessima a mio avviso. spero l'autore ci dia la sua personale interpretazione di ciò che i miei occhi non sono riusciti a cogliere :)

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