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Commenti a "I grandi spiriti hanno sempre incontrato l..." di Albert Einstein


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Innanzitutto non pensare mai, Franca, di potermi tediare.
E' anzi un privilegio e un piacere, per me, trovare di tanto in tanto qualcuno da... poter ammosciare con le mie chiacchiere.   : )))
   Scherzi a parte, credo che le idee vadano limate,approfondite; e che compiendo questa operazione si possa farle più chiare a se stessi, prima che ad altri; e addirittura, a volte, scovarne di nuove. Si tratta di uno dei miei passatempi prediletti; e il meditare dialogando è spesso più produttivo che l'elucubrare da soli.
    Ciò premesso, entrando nel merito, a proposito degli esempi che facevi (Hitler e Madre Teresa), una breve ricerca mi ha condotto a reperire, in lingua originale (inglese, a quanto pare), l'intera frase di Einstein, che non ricordavo, e che purtroppo ho scoperto riportata qui  in maniera monca. In lingua originale, questo pensiero di Einstein è il seguente: “Great spirits have always encountered opposition from mediocre minds. The mediocre mind is incapable of understanding the man who refuses to bow blindly to conventional prejudices and chooses instead to express his opinions courageously and honestly.” Traduzione di ciò che manca alla frase che stiamo commentando: La mente mediocre è incapace di comprendere l'uomo che rifiuta di inchinarsi ciecamente ai pregiudizi del conformismo e sceglie invece di esprimere le proprie opinioni coraggiosamente ed onestamente".
     Ritengo dunque che il pensiero di Einstein, qui riportato in maniera solo parziale (e quindi purtroppo fuorviante), vada assolutamente esente dalle critiche da me in precedenza avanzate: il "grande spirito", infatti, risulta IMMEDIATAMENTE (e non solo ex post) riconoscibile, sia dalla circostanza che viaggia controcorrente, sia dal fatto che esprime le proprie opinioni in maniera onesta e coraggiosa.
       (segue)
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Senza vergogna alcuna confesso che controbattere ai tuoi ragionamenti non mi è cosa facile. Leggendo ciò che scrivi posso condividere molto , ma su alcuni punti non sono d'accordo. Intanto non credo sia possibile dividere le idee dall 'uomo in quanto le stesse sono generate dalla mente stessa quindi sono un tutt'uno con la persona. Si  possono scindere le
teorie naziste dal Hitler? Si può scindere l'amore per il prossimo da Madre Teresa ?
In questi due esempi troviamo due esseri indissolubilmente legati ad un'idea malvagia e una buona. Inoltre vorrei precisare il mio concetto di sospensione di giudizio. Con questo non intendo il disinteresse per un fatto , al contrario amo approfondire tutto ciò che mi appare
sconosciuto o misterioso, ma non avendo la possibilità di stabilire una verità assoluta che non fosse esclusivamente mia , devo necessariamente astenermi da perorare una causa  che non posso dimostrare che sia vera a meno che non sia un'esperienza di reale vissuto. Credo nella libertà delle idee e nel diritto di ognuno di credere in ciò che vuole, al contrario non credo nell'imposizione delle idee, quindi rispetto tutte le opinioni eccetto quelle che provocano o siano promotrici del male. Ben felice di arrendermi davanti all'evidenza là dove mi si presenti. Ma non voglio tediarti !!!
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Da quanto tu stessa dici, la qualifica di "grande mente" si acquisisce nella considerazione altrui, in seguito alla verificata esattezza di una certa idea. Meglio sarebbe, a mio avviso, parlare di IDEE giuste e di idee sbagliate; le idee, infatti, sia pure ex post e alla prova dei fatti, possiamo giudicarle; le persone no: esse divengono "grandi" o "mediocri" nella nostra mente, a seguito di una trasposizione per cui mutiamo il giudizio sui fatti e sulle idee in giudizio sulle persone. Ciò ci conduce a crearci  MITI che non giovano alla realtà e verità delle cose, e oltre tutto sono non di rado soggetti a crollare, con grande nostro danno e disappunto.
     Considerazioni analoghe devono, a mio avviso, valere quanto a Rol, Natuzza Evola e Padre Pio. La prima cosa da fare al riguardo è documentarsi APPROFONDITAMENTE sui fatti e sulle idee; cosa non semplice, perché si tratta di studiare approfonditamente oceani di testimonianze e di scritti. Ciò fatto, bisogna poi distinguere i fatti dalle idee. Potrebbe infatti anche darsi, per usare il tuo esempio, che la bilocazione sia un fenomeno comune sia ai santi che ai diavoli, e semmai anche a persone comuni particolarmente dotate; : )) anzi, ritengo probabile che così sia... Dopo di che si può passare a formulare delle ipotesi, che però rimangono SEMPRE E SOLO ipotesi, che bisogna essere pronti a cambiare ove emergano elementi nuovi che non rientrino nel quadro ipotizzato.
     Si può, certo, evitare queste tormentose ricerche sospendendo il giudizio; ma bisogna tenere ben presente che, quando la sospensione del giudizio si accompagna alla sospensione o addirittura all'evitamento della ricerca, dipende da un disinteresse per i problemi, e non dalla necessità razionale di non emettere giudizi prima di aver indagato.
     La certezza è un'altra cosa: essa dipende non da ciò che si pensa, ma da ciò CHE SI E' E SI VIVE. Noi non potremo mai descrivere un colore o un profumo a chi non ha vista o odorato per vedere e sentire. Potremo certo dire che il colore blu cielo risponde alla tale lunghezza d'onda dello spettro elettromagnetico; ma vedere il cielo è tutt'altra cosa.
     Quanto infine ai misteri, vero è che rimangono misteri finché non siano risolti; ma è anche vero che, per risolverli, bisogna formulare ipotesi, vedere se riescono a spiegarli, e se non ci riescono formularne di nuove. Lasciare i misteri nello stato di misteri altro non è che abbandono o sospensione della ricerca: cosa che può anche essere salutare quando si è stanchi... ma poi subentra la "spasmodica curiosità" di cui parlavi, e si riprende a cercare. Perché il mistero, come diceva proprio lo stesso Einstein, è la cosa più bella con cui possiamo entrare in contatto:
www.pensieriparole.it/aforismi/arte/frase-10329
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E va bene, diciamo che  hai in buona parte ragione, ma sta di fatto che nel momento in cui certe teorie delle 'grandi menti' vengono date poi per certe, a quel punto diventano 'grandi menti' e coloro che ostinatamente contestavano rimangono 'mediocri'. Sono d'accordo sul fatto che l'errore di valutazione fa parte dell'imperfezione umana ed è giusto non asserire mai e quindi che una cosa non provata sia assoluta. Per questo spesso sospendo il mio giudizio in quanto trovo presuntuosa la certezza matematica su qualsiasi argomento dell'essere umano nel fare propria la convinzione o il rifiuto di una teoria senza averne il discernimento. In quanto a Rol , fu proprio lui a fare un esperimento di illusionismo ad un amico, il quale sbigottito non sapeva spiegarsi l'accaduto e Rol spiegò lui stesso il trucco deridendo l'amico asserendo quanto l'occhio e la mente umana possa essere ingannata. E' anche vero che si dice possedesse il dono dell'ubiquità, ma questa è un'altra storia , qui entriamo in un altro campo nel quale se fosse vero smentirebbe la santità di Padre Pio o Natuzza Evola.
Quindi è per questo che sospendo ogni giudizio. Non posso negare che il mio scetticismo cede il passo ad una spasmodica curiosità per cercare di spiegarmi come nel caso di Natuzza, come fosse possibile che una persona analfabeta possa parlare sotto fase mistica varie lingue straniere o addirittura scrivere in aramaico. Non so credo che il mistero se c'è, possa rimanere un mistero e non necessariamente attribuire la spiegazione che più ci piace.
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Ti farò un altro esempio ancora più evidente: sir Arthur Eddington, il più famoso astronomo inglese della prima metà del 900, avversò, anzi derise, una rivoluzionaria (ma incredibile) teoria (che non espongo per non tediarti) di un giovane astronomo indiano, tale Chandrasekhar. Tanto che quest'ultimo emigrò dall'Inghilterra , che per lui ormai era terra bruciata, in America. Dopo diversi anni venne in chiara luce che l'indiano, di cui fu riconosciuto il genio, aveva ragione. Orbene: era un mediocre Eddington? Tutt'altro! Aveva solo preso una cantonata. Alla stessa maniera in cui Einstein, caparbiamente, aveva preso una cantonata su un altro punto, la c.d. costante cosmologica, che venne da lui inserita nelle sue equazioni per meri motivi filosofici (la pretesa necessità che l'universo fosse stazionario), e poi si dimostrò inequivocamente errata dopo la scoperta di Hubble della fuga delle galassie, e quindi dell'espansione dell'universo. Einstein era un grande spirito, certo: ma fu al riguardo avversato, e molto, da gente che era tutt'altro che mediocre.
     E allora ripeto: non esistono  "grandi spiriti" e "mediocri"; ma solo persone normali, tutte accomunate, prima o poi, dall'imperfezione e dall'errore. La vera grandezza dell'essere umano, a mio avviso, risiede nell'essere cosciente della propria imperfezione e fallibilità. Tutto il resto è follia.

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