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Commenti a "I grandi spiriti hanno sempre incontrato l..." di Albert Einstein


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Ovviamente, però, Einstein dovette attendere, per scrivere questo aforisma, che il Ve sco vo  Ma nning, della C hiesa protestante e pis copale, scrivesse una lettera a tutti i giornali di New York de nunciando la deliberazione del Consiglio.
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Integralmente la frase di Einstein ( perlomeno quella che ho trovato  come originale in un libro di Russell, diretto interessato) è la seguente:
" I grandi spiriti hanno sempre trovato la vi olenta opposizione dei me diocri, i quali non sanno capire l' uomo che non accetta stu pidamente i pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio usa la propria intelligenza" .

Fu scritta in favore della nomina di Bertrand Russell ad una cattedra vacante al City College di New York.
I membri del Consiglio del College votarono all' unaminità la nomina di Sir Russell ed egli dopo aver letto la lettere del Consiglio accettò l' incarico : " Mio caro professor Russell, ho il piacere di comunicarle la nomina a professore di filosofia al City College per il periodo dal primo febraio 1941, al 30 giugno 1942, facendo seguito alla risoluzione del Consiglio per l' Istruzione Superiore nella riunione del 26 febbraio 1940. La sua collaborazione apporterà lustro al college e approfondirà l' interesse per le basi filosofiche del vivere umano".
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Proviamo a ricostruire il commento cassato pubblicandolo a pezzetti....
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Ti capisco: si respira in effetti un'aria di smobilitazione, di disimpegno, direi quasi di abbandono...
    Ma la cosa è generale, direi. Riguarda un po' tutta la società italiana, grande pallone aerostatico prima gonfiato dal mito americano e poi sgonfiato, anzi direi bucato dalla realtà di una politica sempre più guitta ed evanescente, e dalla beffa di un' Europa sempre più  pesante, sempre più teutonica, costosa e lontana.
     I fatti perciò conducono alcuni ad un maggiore impegno nel pratico della lotta quotidiana per l'esistenza, altri a sedersi sulle rovine di questa decadente società occidentale, senza più ormai speranza alcuna per il futuro, se non che gli eventi precipitino rapidamente verso la distruzione finale, senza la quale non si potrà mai tentare di ricostruire.
      Tutto ciò avviene naturalmente a discapito della comunicazione interpersonale, della speranza, della fantasia, delle arti, dei dialoghi sui massimi sistemi, e forse anche dell'attenzione alla revisione dei commenti.
      E insomma, così come nei film di fantascienza la catastrofe è immediatamente preceduta e poi accompagnata dal folle imperversare di macchine e robot abbandonati a se stessi, alla stessa maniera qui imperversa ormai l'obbrobrioso censore automatico, monumento all'ottusa pretesa di informatizzare la decenza sulla scorta delle parole e non delle idee.
      Buona fortuna.  : )))
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Ciao Pino, mi riferivo alla possibilità di rinominare il sito di cui siamo utenti da "pensieri e parole", ad "attese  e silenzi",  per via di un commento ibernato da oramai  ben due mesi !
In questo periodo  ho poca voglia di scrivere, quando lo faccio, poi, simili circostanze me la fanno passare del tutto.

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