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Commenti a "Siamo ancora in un Paese libero?" di Giorgio De Luca

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Sergio, capisco la tua rabbia, ma ti assicuro che quelli della mia generazione (nel 68 avevo 18 anni) hanno insegnato ai propri figli come gestire quanto avevano faticosamente ottenuto. Non credere sia stata una passeggiata, è costato sacrificio e determinazione. Al di là del credo politico di ognuno c'era la massa che voleva il cambiamento e così è stato. Sono i figli dei nostri figli che non sono stati capaci di trasmettere quanto loro insegnato e sai perché, è sopraggiunto il benessere ed hanno dimenticato. Questa è la verità.
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Perché il cancro maligno della nostra società è arrivato fin quasi alle radici.
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Tuttavia oggi un risveglio c'è. Ma non nelle aree tradizionali: dove meno te lo aspetti, Grillo, Idv... però anche lì c'è molto, ma molto da "potare".
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I giovani di allora non erano i fantocci di oggi. A 18 anni, o anche prima, erano già uomini maturi (e la maggiore età arrivava a 21 anni; oggi arriva a 18, giusto per portare al voto quante più pecore possibile).
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Sergio, io quel periodo l'ho vissuto. Nelle nostre classi di liceo non c'erano neanche 2 giovani che vestissero allo stesso modo o la pensassero alla stessa maniera. Certo, c'erano idee; ma non derivanti dai mass media o dai genitori (che appartenevano ad un pianeta completamente diverso), bensì da olio di gomito a leggere, studiare, informarsi, discutere, VIVERE. Mi rendo conto che per chi è nato negli anni 60 sto parlando di fantascienza; ma credimi, era così.

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