Scritta da: Giorgio SantyManero

La Festa

Nel sonno innocente
vieni rapito da due braccia sicure.
Quando ti svegli tutto è cambiato
quante persone che corrono gridando.
Tu ti spaventi
ma è solo un attimo
gli occhi di lui sono lì sorridenti
a dirti che è tutta una festa.
E finalmente ti ritrovi dentro una tenda
con altri bambini a pensare come giocare.
Ecco arrivare uomini e donne
ridere e scherzare
con mille colori a rallegrare.
Ci sono le palle per trotterellare
e anche le bici per girellonare.
Che bella Festa e quanti colori
ma lei non c'è e tu chiedi perché?
Ha molto da fare
ma torna domani ti viene detto
e nel mentre al suo petto ti tiene stretto.
La cioccolata e tanti biscotti
e le caramelle ad addolcire
una giornata di sole che riscalda tutti.
Che bella Festa e quanti colori
non vedi l'ora l'indomani
a raccontare alla tua mamma
in cucina indaffarata
cosa è stata la tua giornata.
Poi a sera ti distendi
su un lettino sconosciuto,
la sua mano ti riscalda
e ti accompagna dolce
in un sogno tra la rugiada.
Ora che sei assente
gli occhi sorridenti
possono aprire le dighe
e far scendere un fiume di dolore
poi voltarsi al cielo stellato
a salutare un angelo perduto.
Composta giovedì 9 aprile 2009
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    Scritta da: Giorgio SantyManero

    Lo schiaffo

    Un silenzio attonito
    spazza una distesa distrutta
    anime impaurite a vagare
    in una landa battuta.
    Hanno appena sentito il tuono
    che rimbomba
    con il suo terrificante suono.
    Lo sguardo accanto
    per cercare gli assenti
    e così iniziando
    la conta dei presenti.
    Molti respirano,
    tanti sospirano,
    chi si ritrova nudo e vivo
    e chi si accascia
    ferito e affranto
    piegato alla falcidia.
    Una pietosa gara
    tra lacrime di dolore e
    lacrime di gioia
    che di gran lena
    spande su tutti una gran pena.
    Terra di nessuno
    in cui estraneo perduto
    si sente ognuno.
    Ma ecco arrivare
    uno stormo di angeli
    che con le loro gesta
    alleviano la paura e la protesta.
    Il dolore degli uomini e
    delle cose raccogliendo,
    gli occhi si posano arrossendo.
    Quanto è forte la Gaia sana,
    ma ha solo un attimo di vittoria,
    poi recede e si rintana.
    Ora è il tempo dell'amore
    che con il suo fare
    copre ogni ferita e dolore.
    Torneranno a brillare all'unisono
    le città, le stradine, le campagne
    e tutto sembrerà un sogno.
    Solo le parole a ricordare
    che un giorno Gaia
    ci è venuta a trovare.
    Composta mercoledì 8 aprile 2009
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      Scritta da: Giorgio SantyManero

      L'Amazzone nera

      Un alito di vento tra i tuoi capelli.
      Dal tuo monte scruti il mondo
      e dai tuoi occhi fiera
      spandi la tua pena.
      Quello che doveva essere
      e non è stato
      è un debito che ti è dato.
      Un dolore incancellato
      tristemente segna il passo
      ma la tua voglia di felicità
      ti fa da contrappasso
      e ti spinge tra la gente
      piena d'amore e generosità.
      Tu sei l'Amazzone nera
      che gioisce di quel che ha
      anche se nel tuo cuore
      pesa ancora la mancanza
      di quell'amore.
      Composta sabato 14 marzo 2009
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        Scritta da: Giorgio SantyManero

        Spnesieratezza

        Ridere, sorridere
        al mio fianco ti sento vivere.
        Il tuo respiro su di me
        mi inebria e mi porta via
        in un'isola tutta mia.
        Io da solo mi ritrovo
        anche se tu sei vicina.
        Una porta si frappone
        tra la mia voglia e il tuo candore.
        Una forza mi trattiene
        il mio limite è nel tuo cuore.
        Composta giovedì 12 marzo 2009
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          Scritta da: Giorgio SantyManero

          Un urlo nella notte

          Risate parole leggere
          dette fra persone amiche sincere.
          Donne calcio lavoro
          mai come adesso ti senti uno di loro.
          Poi un trillo e ancora un altro
          l'adrenalina a mille... si è per noi
          uno scatto le facce dure di chi è pronto
          in mente si ripercorre il conto...
          barella spinale ossigeno collare
          e chiedi i codici come un rassicurare
          per altri volti altre scene rivisitare.
          La sirena a mille
          urti barcolli e ti sovviene
          l'ansia di non saper fare bene.
          Poi la strada l'odore acre
          tutto in rovina macerie
          alfine un rantolo e un fiume rosso
          l'occhio non si abitua ancora adesso.
          Mille gesti all'impazzata
          poi una calma organizzata
          lui è lì docile e indifeso
          noi di sopra con tutto il nostro peso.
          Ancora un urlo ancora sbalzi
          non più parole non più sorrisi
          solo la fretta di arrivare.
          Noi siamo gli unici a gioire
          quando arriviamo in quel posto
          perché altri ci tolgono il peso
          prendono l'indifeso per poterlo guarire.
          Sangue carta plastica, macerie conosciute
          ed è leggero poterle pulire.
          Risate parole leggere
          dette fra persone amiche sincere.
          Donne calcio lavoro
          ora più di prima ti senti uno di loro.
          Composta martedì 17 marzo 2009
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            Scritta da: Giorgio SantyManero

            Un soffio perduto

            Un tocco leggero
            poi uno strattone
            poi un sorriso sornione.
            Seduttrice o dispettosa?
            Quegli occhi non sono riuscito a leggerli nel profondo
            ho solo buttato uno sguardo in superficie.
            C'era un tempo in cui
            riuscivo a leggerle l'anima
            adesso rimango solo estasiato
            dalla sua bellezza esteriore
            e non riesco a trovare il soffio
            che mi aveva accarezzato il cuore!
            E mesto esco dalla sua vista girando l'angolo,
            sapendo che lei rimarrà di spalle.
            Il mio passo non è leggero
            e nemmeno pesante
            è solo sicuro! Eppure...
            un velo di tristezza continua ancora
            a offuscare il mio cammino!
            Composta sabato 7 marzo 2009
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