Scritto da: Francesco Barone

Un'Araba fenice

È solamente un grande uccello, disse il vecchio seduto sulla sabbia, raccontava di fuochi e polveri di un oro fino. È solamente una donna, disse qualcun altro vegliando la notte. Il suo piumaggio e il becco immortale, il suo corpo sinuoso e ventricolare, i suoi toni rossa porpora, occhi a mandorla ed una cresta di coraggio. Araba? Orientale? Viva? Eterna? Dove vive? Con chi amoreggia quando non è se stessa degli altri? Vola per qualcuno? O da qualcuno? È nata una volta è rinata cento, è vissuta in mille ali, e mille notti in mille volti, è per ora come ieri è come domani, libera dalla cenere e dal ventre di un fuoco rinascerà. Oppure poserà le sue amate ciglia e dedicherà quella sua rinascita a quel fuoco che una volta buio ora la persuade, la gode e la emana come profumo d'erba. È una donna vera, né abiti né finzioni, ne lacrime né amori, né giuramenti né anelli, né catene né ambizioni, né programmi né deduzioni. Lei, i suoi occhi, i suoi doni, il suo fuoco, il suo vero puro e nero non aspettarlo non verrà, non domarlo o sparirà, non cercarlo o perirà. Sappi che esiste, sappi che respira, solo e solamente tu guerriero che non sai di esistere lo meriti. Da leone a fortunato cuore, fortuna degli dei di un male minore, fortuna in te che sia capitato e attirato hai giurato tuo sarà in mare e cielo aperto. È una donna e tu un uomo, solo voi ne sarete a conoscenza.

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    Scritto da: Francesco Barone
    Dedica:
    A Daniela, mia compagna di vita e fenice e a tutte le cose viste insieme.

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