Un ragazzo calabrese

Capitolo: La mia Calabria.

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...confondeva con quello dei limoni, e degli aranceti. Fu lì che da ragazzo, trascorsi la mia infanzia, mie primavere e gli inverni, assieme ai miei coetanei, compagni d'asilo e poi di scuola. Quella bella terra, dove i miei avi, giacciono e riposano, in quel piccolo cimitero, che impera sopra un piccolo colle. Dietro una di quelle meste lapidi, dove tanti cognomi sfilano sotto il mio sguardo, e mi suonano famigliari. Quelli che furono maestri di vita e di studi. Compagni di giuochi, di scuola, anch'essi nati in Calabria... anch'essi calabresi... La mia gente. La mia terra... La mia Calabria.
Nel 1959, avevo solo 19 anni, fui costretto dalla miseria e della disoccupazione, fuggire dalla mia amata terra. Fu come quando un bambino, si separa dalla sua mamma, dalla sua famiglia. Non potevo supportare ancora, la sottomissione, dell'operaio disoccupato che si rivolge al ricco per ottenere un misero lavoro per qualche giornata con una retribuzione da fame. Non sopportavo più di chinare la testa, non supportavo più, vedere mia mamma sacrificarsi, al servizio del dirimpettaio avvocato, con la scusa "solamente" di accudire un neonato, nascondere per dignità la vera natura; fare la serva, per un sacco di farina al mese, oppure ... [segue »]
Composto sabato 17 dicembre 2016

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