Scritto da: Gabriele Ceci

Giovanni (Quadri di parole)


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...tutta la terra che graffiata urla.
Rotolo su Giovanni tra zolle di terra che volano e pezzi che non rispondono tra la paura, senza capire, tra l'odore di erba tagliata, bagnata, dalla benzina, e domani, avrei dovuto vederla, lo avevo promesso, quante volte avrei voluto, avrei dovuto e proprio domani che era il mio giorno, il fioraio alla stazione non aspetterà un giorno in più, le viole domani non si coglieranno da sole, questa volta non ci passerà sopra neanche più, melo sono fatto dire tante volte, non l'ho mai voluto capire, tranne adesso che tutto appare così lucido.
Giovanni mi ascolta in silenzio, in verticale come i bei momenti al Bar, quanti calici alzati, belle occasioni per brindare, quanti sorrisi, in silenzio gli chiudo gli occhi e sento salirmi un singhiozzio rosso vivo, il rumore della strada ormai è solo un fischio, e sottosopra vedo una macchina dritta come noi, dall'altra parte.
Il profumo dell'erba tagliata si sposa bene con quello di gelsomino, non me n'ero mai accorto.
Sta per sorgere il sole, lo si avverte dal tepore della notte che schiarendo si apre, quel pungiglio di freddo mattutino mi schiaffeggia dolce d'accompagno, rigurgito sangue, e la grande luna,... [segue »]
Composto martedì 30 giugno 2015

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