Voscienza benedica!


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...Don Binidittu, riprese quindi per mano il figlioletto e, trascinandosi a fatica, come un cane bastonato dal suo barbaro padrone, si allontanò fuori dalla masseria di Don Binidittu, sussurrando al figlioletto: "Si nun nn'aiutanu l'omini, figghiu miu, nn'aiuta Diu".
Ridendo a crepapelle, Don Binidittu, a cui fece coro il riso melenso dei suoi due figli e di qualche bracciante agricolo, che a suo malgrado si accodava, gridò alla moglie in maniera sgarbata, perché portasse loro del vino.
Dopo molti anni avvenne che Don Binidittu e i suoi due figli andarono a caccia, come erano soliti fare quando si concedevano qualche vacanza, attraversando monti e valli lontani dalla loro fattoria. In quelle lande allora la flora era più folta e la fauna proliferava agevolmente; pertanto, per i cacciatori gli animali erano veramente una facile preda. Infatti, i loro tascapani erano pieni di lepri, di conigli, di pernici e di tante altre cose: frutta, verdura, et cetera, perché da dove passa, talvolta o spesso, il cacciatore fa man bassa delle cose altrui; non è la norma, ma nomea ce n'è.
Felici e contenti della buona caccia, i tre, Don Binidittu e i suoi due figli, sorseggiando ogni tanto da una borraccia del ... [segue »]

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