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Poesie inserite da ANGELIKA MORI

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

Il bambino

Da solo giocava,
il bambino dal mondo dentro,
da solo parlava,
a chi non sa ascoltare,
solo lui rideva,
di risate non capite
era solo lui,
con la sua ignota pena...
Il suo gioco durerà la sua vita intera,
non tramonterà, ne sciuperà
la sua innocente anima,
ma muterà, solo il suo corpo.
Che importa a quel bambino infinito
se la gente di lui ha compassione?
Lui gioisce, parla e gioca da solo,
tra gli altri che fioriranno,
effimeri fanciulli che
diventeranno uomini;
in lui invece si mostra il dono dell'infanzia,
Per sempre.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Il giardino

    L'oleandro velenoso intrecciato alle tue dita,
    la regina dei fiori, cagiona la mia invidia
    petali bianchi di margherita
    si scompigliano anelando la tua cura;
    torso bronzeo tra quel verde
    che concilia ai tuoi occhi,
    tra l'avvenenza ed il mistero
    come nera pantera ti destri
    non ti accorgi che dall'alto,
    freme la mia brama.
    Spine scure le tue ciglia,
    la tua fronte celata da dorate foglie
    arbusti vivaci non temi
    affonda il tuo piede nella terra annaffiata
    la mano si unge di sudore e pantano
    e quel'arma innocente diventa tutt'una ad essa.
    Svestito al sole che risplende
    sulla tua rovente pelle
    stille di sudore non tengono pudore
    e tra gli incavi delle tue grazie,
    scorrono maliziose
    mentre dai vita a ciò che non c'era,
    vigore a ciò che è,
    speranza a ciò che sarà...
    Il balcone della brama
    cela il paonazzo del mio volto,
    la sgomento, la malizia e la vergogna...
    solo il mio sogno resterà incolto!
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      La passione di cappucetto rosso

      La passione di cappuccetto rosso.
      L'ho voluto io quest'incubo,
      cercandoti tra i fitti tralci di un bosco,
      intrecciati e umidi di bruma
      nel tetro della notte.
      Li ho voluti io quei graffi sulla pelle,
      con spine di cupe rose
      e foglie putride e ingiallite,
      sotto la vecchia faccia della signora in cielo,
      che spiava gelosa ogni respiro.
      Ho corso a lungo,
      seguendo il tuo ululato,
      Forte da graffiar l'udito...
      Ho voluto togliermi di dosso
      la seta di un rosso mantello,
      sporcar di rossetto la tua bocca,
      lambire cosi l inferno,
      farmi posseder dal vento
      che bruciava dentro te.
      Ho cercato e voluto
      i tuoi palmi forti su di me,
      Il tuo sapore d odio e rabbia,
      ho voluto sdraiarmi su pozze di fango,
      contaminare il mio corpo con il tuo
      ho voluto amarti in nemesi di gioia,
      in quella notte di smania e trasgressione,
      tra le creature che popolano gli incubi,
      con te che corrodi il mio cuore
      e ti nutri del mio dolore.
      Composta venerdì 26 luglio 2013
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