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Poesie inserite da ANGELIKA MORI

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

Voglio un amore

Voglio un amore che sia barlume
che sia un eterno istante di pace;
voglio che duri
finché' avrò voce
per vederlo splendido
finché negli occhi avrò luce
e benedire l'astruso destino
che ha posto su di me il suo sguardo
più onesto e indulgente.
Voglio un amore che sia limpido;
senza timori, senza veemenza né rabbia.
Voglio un amore
che si bagni di lacrime di gioia
e non di amarezza
che scaldi come il sole
che sappia dolce come il miele.
Un amore vero che pare un sogno,
un amore che con me deve perire,
dopo una vita passata ad amare.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Una semplice notte d'amore

    Assaporai l'amore
    in quell'attimo in cui
    le stelle decisero,
    di mostrarsi alla città
    e la luna si rivelò da fosca nube,
    argentea e splendente
    con un ingenuo rossore in volto
    che riflettè sul mio viso,
    mentre provavo amore.
    Lui era mio, com'io ero sua;
    le sue mani mi stringevano,
    le sue labbra mi baciavano
    e i suoi passi mi guidavano
    in una danza che non avrà fine,
    nei miei ricordi e nel mio cuore,
    in una notte semplice in cui
    donai amore.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Hai bisogno solo di me

      Lascia che i tuoi miraggi si avverino,
      Lascia ce le mie mani ti sfiorino.
      Non hai ricordi di quel che è stato
      Perché navighi in acque scure
      E se ce li hai, li scompigli ancora
      Perché vuoi sempre vagare.
      Lascia che la tua vela si allarghi
      Ed io enfatizzi su di essa il mio respiro,
      Abbandonati al volere dell'amore
      E che sia lungo,
      Poiché non siamo più bambini.
      E ti so tra quelle acque stanotte,
      Ti so in un altro mare
      Come devo stare? Io sto male!
      Tu dici di non temere,
      Io pavento tu possa affondare.
      Se la tua cupida bocca
      Bevesse altra acqua,
      Se il tuo corpo accaldato
      Si saziasse d'altra linfa?
      Smettila di viaggiare,
      Stai con me, cedi solo a me
      Il tuo cuore sfregiato
      E la tua virilità ormai navigata,
      Che la notte non mi farà paura.
      Illuminerò io le tue serate,
      Sarò io l'oceano che hai sempre voluto,
      Il faro più splendente,
      La stella maestra,
      L'ancora più sicura,
      La sabbia più calda.
      Fermati e rimani,
      Rammenterai appena le tue viaggiate.
      Non hai capito ancora
      Che hai bisogno della terra
      Ed io qui ferma ti aspetto ancora!
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Bambino solo

        Lui piangeva:
        Il suo cuore da bambino amava e perdeva.
        Lui tremava:
        La paura era più forte dei gemiti
        Che nel cuscino affogava.
        Non sentire voleva
        Quei fragori della vita,
        Che lo circondava senza affetto,
        Ma nelle sere il vento della solitudine
        Si tramutava lento
        Nella sua voce;
        Lei gli mancava!
        Solo al buio rimaneva
        In quel tetro degli anni, cresceva.
        Chissà cosa pensava
        Quando la individuava tra i vetri appannati,
        Nella notte che il cielo riversava
        O nei sorrisi falsi di chi lo ingannava,
        Al rosso dei tramonti
        Che il tempo aumentava.
        Chissà come la vedeva,
        Nei suoi sogni mentre la cingeva
        E il suo cuore da bambino sperava
        In un rientro che mai sopraggiungeva.
        Cresceva e amava
        Senza forza ormai di sperare,
        Adulto diventa e solo rimane
        Senza di lei cha tanto amava.
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          Scritta da: ANGELIKA MORI

          La pazza

          Ho visto una pazza
          andare in giro nuda
          mentre rideva di atei sorrisi;
          sfidava il fresco ottobre
          coperta solo delle sue vergogne.
          Goffe movenze,
          quasi abominevoli i capelli arruffati,
          come velli di gatti neri
          nati dalla bocca dell'inferno.
          Grassa la pazza,
          come chi non ha un solo giorno
          patito la fame.
          Ho visto la pazza
          correre allegra in piazza,
          dove straniera gente
          la guardava divertita
          mentre le sue braccia
          lasciava danzare in aria
          che parevano grosse bandiere chiare,
          flaccide senza vento giovane a pomparle,
          nel mare dell'età' che avanza.
          Ho visto la pazza correre,
          mentre camici candidi la inseguivano,
          prima di cadere,
          sullo scuro marciapiede,
          come un tronco spianato da un fulmine,
          o un peculiare, insolito volatile
          colto in volata da un tiro funesto.
          Ho udito la pazza
          supplicare pietà,
          perché la libertà era bella
          prima di assopirsi
          con un riso sedato sulle labbra,
          tra la gente che la accerchiava,
          ridacchiava e non capiva.

          Angela mori.
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