Poesie anonime


in Poesie (Poesie anonime)

Plasma

Capita a volte che
sensazioni ed emozioni vengano assorbite dall'intorno di te stesso
c'è talmente tanto che urla dentro di te che diventi il centro dell'universo
un attimo che diventa l'infinito, l'inizio e la fine di tutto.
E ci sei tu, ed è lì in quel preciso istante che il tuo io si annulla
come l'amore più forte, come il dolore più atroce
tutto attorno sembra raccontarti la stessa storia, suonare la stessa musica, emanare gli stessi profumi.
Ma non è la dissociazione. È l'esatto contrario, è come un vortice di plasma in cui non si distingue la materia.
Uno e tutto.
Fuoco e ghiaccio.
Rumorosa solitudine.
Ma non ti uccide: è il puro e semplice non senso della vita.
E allora, languido e spossato, cedo.
Che il plasma mi prenda e mi affoghi come vuole, è inutile dimenarsi
tanto una via sempre ci sta
tanto il resto già si sa
prima o poi una luce apparirà.
Composta sabato 30 novembre 2013
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    Scritta da: Sara Zilli Karlovic
    in Poesie (Poesie anonime)

    Tradimento

    Tace tenebrosa,
    in lacrime si chiude,
    la tua anima giocosa.
    Male
    e paura che assale,
    la coscienza,
    incatenata e sporca,
    perché di male
    ne ho fatto solo a me.
    Mi osservi e non capisci,
    non sai
    che guardandomi ancor più mi ferisci,
    il mio io,
    egoista d'arte,
    non volevo mai,
    oggi sola,
    con un piede il due scarpe.
    Una parola m'infastidisce,
    verità,
    così il dubbio finisce,
    mi facilito un po',
    guardando la menzogna che la sostituisce.
    Avrai tradito con cuore
    forse,
    tra tentazione e ardore,
    a far dispetti a chi,
    ti dona l'amore.
    Mai ammesso con parole,
    occhi vedono
    lo sguardo fuggevole,
    poi si spengono,
    lasciando posto all'unica salvezza,
    il perdono.
    Composta giovedì 28 novembre 2013
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      Scritta da: Hannele
      in Poesie (Poesie anonime)
      Senza parole
      queste parole
      infami parole
      vuote parole
      inutili parole
      flebili parole.
      Senza parole.

      Senza parole
      quest'oceano zitto di parole,
      questo vento muto di parole,
      questo taciturno eco di parole,
      questo silenzioso pianto di parole.
      Un corpo stanco e dolore, di assenza di parole.

      Senza parole
      una finestra riflessa e accesa,
      una luce spenta e gialla,
      una strada nuda e cruda,
      una sedia rotta e arsa,
      una palla bucata e sgonfia,
      una parola usata e infranta.

      Senza parole
      foglio bianco di parole,
      biro nera di biancore,
      occhiali soli di pallore,
      Viso scarno di - furore di parole.
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        Scritta da: Hannele
        in Poesie (Poesie anonime)
        Sono il tempo,
        sono un rapace,
        sono la gabbia per topi
        più sanguinante e veloce.

        Solo il tuo presente,
        il tuo futuro, il tuo mentire
        e il tuo scappare.

        Sono il vecchio passante,
        il neonato scoprire
        e dimenticare.

        Sono una calibro nove,
        un fucile o un pugnale.
        L'arma più potente
        di secoli lacerante,
        di amanti urlante,
        di madri speranti.

        Speranza frattura nei tempi.
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          Scritta da: Hannele
          in Poesie (Poesie anonime)
          Pablo testimone di rabbia,
          testimone di sabbia,
          testimone di intemperie,
          testimone di barbarie.

          Una pioggia di sangue,
          un delitto di carne
          bianca latte
          senza parte.

          Un fiume di sangue,
          un terreno di carne
          rosso latte
          senza parte.

          Una storia di sangue,
          una piazza di carne
          verde latte.
          Speranze infrante.

          Un paese di sangue,
          una madre di carne
          nero latte.
          Nazioni infrante.
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            Scritta da: Hannele
            in Poesie (Poesie anonime)
            Dio,
            dicci dove sei nostro dio,
            dicci come fai a restare fermo,
            immobile, inerme, stoico, esterno.
            Dicci come fai a vedere
            questo tuo sacro mondo cadere,
            distruggersi, cospargersi
            in pezzi ridicoli e sparsi.
            Quest'africa sfruttata, odiata, maltrattata,
            amata, adorata, venerata, giocata
            a dadi o in un'unica estrema puntata.
            Quest'America che si stende
            come un velo bianco e congiunge
            i due poli che reggono il mondo.
            Ma di poli in realtà nel profondo
            ne ha miliardi e continua a deteriorarsi
            nel nome di un baratto d'oro e intarsi.
            Quest'oriente e la cara mezzaluna
            solo i telegiornali al chiaro di luna
            occupa costante senza turbare
            nessuna mente che vada a pensare
            nel buio di una stanza al male che canta.
            Quest'infanzia lasciata e compianta:
            protezione, amore, luce, candore,
            dolcezza, arcobaleno, sole, tepore,
            Spariti rubati svaniti o devastati?
            Assenza di verbi e piccoli pianti
            di pace e abbracci fortificanti,
            tutto ribellato a questi falsi cantanti.
            La fame nei campi, la sete sui ponti,
            la stanchezza sui letti e la disillusione.
            Questa vecchiaia in contemplazione
            della morte e della pensione:
            le giunture si spezzano,
            la dignità spazzano,
            la passata felicità dimenticano.
            Questi valori imprescindibili
            sotto culi deplorevoli.
            Il nostro sangue svergognato
            una volta così rosso ambrato.
            Il nostro tono imbarazzato
            ferito e derubato,
            una voce squillante,
            quella del potere sfavillante,
            del petrolio culminante,
            del denaro o l'Aspromonte,
            del dolore mio regnante,
            del candore più buio e urlante.
            Dio, dicci dove sei,
            dicci come fai
            dicci se ci sei,
            dicci se farai.
            Dacci almeno il tuo stoico immobilismo
            o tienitelo quest'ultimo,
            siamo già barricati nel vittimismo,
            un orrido cannibalismo
            di futuro e nuovo umanismo.
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              Scritta da: Hannele
              in Poesie (Poesie anonime)
              Amore è temere, amore è osare,
              amore è il suono che arriva dal mare.
              Amore è terra, amore è sole,
              amore è una nuvola in cui si rispecchia un fiore.
              Amore è saggio, amore è Berlino,
              amore è un vecchio che si riscopre bambino.
              Amore è neve, amore è seme,
              amore è l'immobilizzante abbraccio della neve.
              Amore è volpe, amore è gregge,
              amore è un miracolo di scelte.
              Amore è tempesta, amore è candore,
              amore è tenere la mano a un pazzo, o un sognatore.
              Amore è entrata, amore è uscita,
              amore è il tuo dolce passo nella mia vita.
              Amore è libero, amore è volo,
              Amore è felicità emanata da ogni poro.
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                Scritta da: Hannele
                in Poesie (Poesie anonime)
                Non sei ma rimani
                Non puoi ma ti tengo
                Non vuoi ma ti spingo
                Non ti ho ma ti voglio.

                Non sei ma ti sento
                Non sei ma ti vedo
                Non sei ma ti odo
                Non ti ho ma ti voglio.

                Un'illusione perenne:
                ti silenzio, ti reprimo
                ma resti inerme e solenne.
                Non sei ma batti.

                Batti feroce fugace
                improvviso disarmante
                tenue sorprendente
                dolce devastante.

                Batti in un cuore freddo
                Batti in un corpo steso
                Batti in un sogno caldo
                Batti in un fuoco acceso.
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                  Scritta da: Hannele
                  in Poesie (Poesie anonime)
                  Diventerò pazza
                  a furia di pensare a questo vuoto di piazza,
                  abbandonata e silenziosa
                  come una vedova ancora sposa.
                  Diventerò pazza
                  continuando con questo gioco di voglie
                  che esclude ogni colpo alle colpe
                  come innamorate ma sole colombe.
                  Diventerò pazza
                  a pensare a quanti tuoni sogni e fiocchi rosa
                  avresti accolto e cullato in una rosa
                  come rondine che si posa.
                  Diventerò pazza
                  restando su una vettura o mano invisibile,
                  rifiutando una realtà di cemento infrangibile
                  come una statua dormiente ma fragile.
                  Diventerò pazza
                  ma permango in questo mare di lacrime,
                  una mancanza di cenere,
                  un dolore di favole.

                  Hannele.
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