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Poesie anonime

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Tipo: Poesie anonime
Autore: Anonimo
Caro amore splendido come quel puledro che corre nella prateria dell'infinito che non è null'altro che c'è dopo il finito.
Caro amore innocente come quel neonato che dorme nella sua culla e che non conosce ancora l'ipocrisia degli uomini.
Caro amore leale come quel guerriero che combatte tenacemente i pregiudizi che ci sono nel mondo.
Caro amore limpido come quel ruscello che dalle rocce della montagna dei diversi che in fondo sono i giusti.
Caro amore mio... tuo... che mi scorri nelle vene come fuoco e mi scaldi l'anima e, mi fai bruciare di voglia di vivere.

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Tipo: Poesie anonime
Ti ho conosciuta in un locale
e mi sono detto però niente male!
La tecnologia mi ha aiutato
e con un messaggio ti ho rimorchiato;
Come posso scordare
Quel lasciati comprare
Di saldi non si parlava
Ma la mia bocca già tremava;
Sul lago quei scopparelli
Insieme a te erano troppo belli!
L'estate incorniciata di stelle
Ha impresso te nella mia pelle;
La prima volta a casa tua nel tuo letto
e chi l'avrebbe detto
mi è scoppiato un gran sorriso
eh sì, ero in paradiso;
al risveglio della mattina
mi sono detto perché non ti ho conosciuto prima?;
sì c'è stata qualche incomprensione
ma in fondo era solo per passione
qualche mese è trascorso
sempre più ti voglio addosso
tu mi dici di andare piano
ed io mi accorgo sempre più che ti amo!

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Tipo: Poesie anonime
Autore: Anonimo
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: - Signore,
mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po',
ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: -
Hai appena visto l'Inferno. Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio: - Non capisco! - è semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità.
Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri, mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
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Tipo: Poesie anonime
Autore: Anonimo
Pensieri Vaganti, Confusi...
Sguardi decisi che Graffiano l'Anima.
E il Cuore.
Luci e Parole.
Un telo proietta una storia di Equivoci.
La mia mente raffigura noi Due, Insieme.
Un Legame Finito. Un Fiocco Sciolto.
Una Favola perduta dietro un leggero Manto di Nebbia,
trapunto di Stelle e Sogni Invernali.
La città si calma. Regna la Quiete.
La Quiete, Regina del Silenzio.
La Quiete, Regina del Mio Battito.
Sono in Ascolto...
La Quiete Domina anche il tuo Cuore.
Ed Ora... Silenzio...
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Tipo: Poesie anonime
Tra le tue notturne vene vigeva egemonia
Viluppata nella sottile, in percepibile, virale
Ipnotica cacofonia
Un provocante invito alla complicità
Sospesa nell'enigmatico cupore
Teatro di secoli d'arte
Combinata all'intensità dello stupefacente
Inquietante sentore

Io frivolo
Io spaventato
Io ebbro tra le tue creature
Che mi saturano di trepido incanto
e in ogni sguardo
Bilanciano la degustazione
Di un ignoto
Dolce e oscuro cullatore.