Scritta da: Carla Vercelli

Gli amanti in ambra

Lei sul mar baltico lo sognò. Uomo di vento. Acquistò un bracciale in ambra pensando a quanto bello era il sogno.
Dissero alcuni, di passaggio: l'ambra è sfacciata gialla rossa elettrica vivace... lei pensò: voglio d'essere d'ambra, gialla, rossa, elettrica
vivace. Lei era d'ambra, i capelli, la pelle la gioia, le lacrime. Lui era d'ambra il cuore il viaggio il gesto le parole.
Custodi in sé di sfumature, luccichii marini roccia madre, piccoli insetti, farfalle petali di wisteria, ere precedenti, impurità
di una purezza infinita. Inclusioni. E infinito fu il vento tra le conifere il mare sulle spine dei pesciolini.
E infinito fu l'amore che li attraversò li sommerse. Li cristallizzò. Occhi negli occhi.
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    Scritta da: Carla Vercelli

    Evening

    Ci si affatica e riposa
    sul parlottare sommesso
    dei commiati
    -reversibili, definitivi-

    fiordi e gole di un fiume
    che fugge troppo rapido
    verso il mare

    mentre la sera
    con artigli di velluto
    ghermisce già
    la nostra intenzione più bella.

    Quello d'amare
    fu per tutti il proposito
    -inattuabile-

    Il rinvio: sempre più
    occhi d'oro e
    cuore di tenebra.
    dal libro "La volpe e la parola" di Carla Vercelli
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      Scritta da: Carla Vercelli

      Nereide

      In una piazza del sud, assolata
      le dissero che era una sirena

      un minimo di galanteria in più
      e un quid in meno di volgarità
      rispetto al complimento spesso udito
      nelle sue gelide e nebbiose città.

      Ma lei non ci aveva mai badato
      e - rispondendo al richiamo di libertà -
      il mare aveva sempre cercato,
      col fondo amaro quanto la sua pena.

      L'ambiguità - sentiva - era la sua natura,
      l'essere a metà tra la carne e il sogno,
      lo sfuggire ad ogni catalogazione,
      farsi una beffa delle reti tese.

      Quell'amalgama di voluttà e cura,
      di responsabilità e affermazione,
      che la rendeva e la rese
      un ponte vivo per l'eternità

      perché non solo la donna è vita
      ma la Vita è Donna, e ognuna
      ha in sé dolore, piacere e - non percepita-

      la malia silente della nascosta
      misteriosa altra faccia della luna.
      dal libro "La volpe e la parola" di Carla Vercelli
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