Area Riservata

Filastrocche


poesia postata da: Elisabetta, Poesie (Filastrocche)

Il girotondo delle maschere

È Gianduia torinese
Meneghino milanese.
Vien da Bergamo Arlecchino
Stenterello è fiorentino.
Veneziano è Pantalone,
con l'allegra Colombina.
Di Bologna Balanzone,
con il furbo Fagiolino.
Vien da Roma Rugantino:
Pur romano è Meo Patacca.
Siciliano Peppenappa,
di Verona Fracanappa
e Pulcinella napoletano.
Lieti e concordi si dan la mano;
vengon da luoghi tanto lontani,
ma son fratelli, sono italiani.

Informazione pubblicitaria rimossa per gli utenti loggati. Registrati.


poesia postata da: Cleonice Parisi, Poesie (Filastrocche)

Quanti Uffa e quanti No

Quanti Uffa e quanti No,
quasi, quasi te le do.

Quando dico:
Lava i denti!
Sembra quasi ti tormenti.

E se poi dobbiam studiare,
mi diventi un funerale;

Se ti dico:
Tu fai il grande!
Mi rispondi:
Sei pesante!

Quanti Uffa e quanti No,
quasi, quasi te le do.

Se poi chiedi questo e quello
mi diventi anche monello;

Quando il piatto è preparato
sembri quasi disgustato;

E se dico:
Stai composto!
Tu fai subito l'opposto.

Quanti Uffa e quanti No,
non stupisco neanche un po'.

Anche io bambin son stata
e son bene preparata.
Riferimento:
Dedicata al mio monellino.

poesia postata da: Cleonice Parisi, Poesie (Filastrocche)

La preghiera del bambino

Avrei voglia di comprare
una stella in mezzo al mare
e d'accender veramente
chi il suo cuore più non sente.

Vorrei chiedere al divino:
Ma tu quanto sei vicino?

Io ti vedo in tante cose
e non sono poi costose.

Ci sei sempre nelle stelle
perché son brillanti e belle;

Ti ho anche visto su di un prato
eri un fiore colorato;

Eri pure nella neve
quando scende molto lieve;

Ma la gente stranamente
sembra non vedere niente;

Se sapessero divino
che nel cuore di un bambino
tu sei molto più vicino.

poesia postata da: Cleonice Parisi, Poesie (Filastrocche)

Il vecchio berretto

Smarrì il suo berretto
un dì un poveretto,
strappato alla testa
da un vento in tempesta.

Rincorse per metri
usando i suoi piedi
quel vecchio berretto
che un po' andava stretto.

Ma il vento era allegro
voleva giocare
e il vecchio berretto
non volle ridare.

E alzandolo in volo
lontano dal suolo
sin su, sopra al tetto
depose il berretto.

"Rivoglio il berretto!"

Gridò il poveretto.

"È Vero è un po' stretto
ma cosa mi metto?
L'inverno è vicino
ed io non ho tetto".

Fu allora che il vento
provò pentimento
e il vecchio berretto
portò al poveretto.

"Non sono scorretto,
ti porto rispetto,
ti rendo il berretto ma tienilo stretto".

poesia postata da: Cleonice Parisi, Poesie (Filastrocche)

La Rosa dei Venti

Rosa era bella come una stella,
cercava tra i Venti i suoi pretendenti.

Son l'Ostro e mi prostro.
È il mio primo posto?

Poi giunse dal mare il vento Maestrale:

Al tuo primo posto mi inchino sir Ostro
ma inver poco vale, io sono il Maestrale.

Permesso, permesso,
son giunto or, ora,
che in giro si sappia io sono la Bora;

È giunto tra voi il vento Scirocco,
suonate campane il vostro rintocco!

Scusate se sfreccio
io sono il Libeccio,
non è per capriccio
ma tolgo l'impiccio.

Non vale, non vale
son su per le scale
aprite il portale
io sono il Grecale;

La giovane Rosa rispose un po' ombrosa:

Non basta una prosa
per cogliere Rosa
non dono il mio cuore
se non sento amore!

Fai pubblicità su questo sito »