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Le migliori poesie di Wislawa Szymborska

Poetessa, saggista e traduttrice, premio nobel alla letteratura 1996, nato lunedì 2 luglio 1923 a Kórnik (Polonia), morto mercoledì 1 febbraio 2012 a Cracovia (Polonia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: mor-joy

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
Uno "scusi" nella ressa?
Un 'ha sbagliato numerò nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
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    La vita – è il solo modo
    per coprirsi di foglie,
    prendere fiato sulla sabbia,
    sollevarsi sulle ali;
    essere un cane,
    o carezzarlo sul suo pelo caldo;
    distinguere il dolore
    da tutto ciò che dolore non è;
    stare dentro gli eventi,
    dileguarsi nelle vedute,
    cercare il più piccolo errore.
    Un'occasione eccezionale
    per ricordare per un attimo
    di che si è parlato
    a luce spenta;
    e almeno per una volta
    inciampare in una pietra,
    bagnarsi in qualche pioggia,
    perdere le chiavi tra l'erba;
    e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
    e persistere nel non sapere
    qualcosa d'importante.
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      Scritta da: Andrea De Candia

      Ad ognuno un giorno

      A ognuno un giorno muore un proprio caro,
      tra l'essere e il non essere
      è costretto a scegliere il secondo.

      È duro riconoscere che è un fatto banale,
      incluso nel corso degli eventi,
      conforme a procedura,

      prima o poi inserito nell'ordine del giorno,
      della sera, della notte, di un pallido mattino;

      scontato come una voce dell'indice,
      come un paragrafo del codice,
      come una data qualsiasi
      del calendario.

      Ma è il diritto e il rovescio della natura.
      Il suo omen e amen distribuiti a caso.
      La sua casistica e la sua onnipotenza.

      Solo ogni tanto
      ci mostra un po' di cortesia -
      i nostri cari morti
      ce li butta nei sogni.
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        Scritta da: Andrea De Candia

        Nato

        Dunque è sua madre.
        Questa piccola donna.
        Artefice dagli occhi grigi.

        La barca su cui, anni fa,
        lui approdò alla riva.

        È da lei che si è tirato fuori
        nel mondo,
        nella non-eternità.

        Genitrice dell'uomo
        con cui salto attraverso il fuoco.

        È dunque lei, l'unica
        che non lo scelse
        pronto, compiuto.

        Da sola lo tirò
        dentro la pelle a me nota,
        lo attaccò alle ossa
        a me nascoste.

        Da sola egli cercò
        gli occhi grigi
        con cui mi ha guardato.

        Dunque è lei, la sua Alfa.
        Perché mai me l'ha mostrata?

        Nato.
        Così è nato, anche lui.
        Nato come tutti.
        Come me, che morirò.

        Figlio d'una donna reale.
        Uno giunto dalle profondità del corpo.
        In viaggio verso l'Omega.

        Esposto
        alla propria assenza
        da ogni dove,
        in ogni istante.

        E la sua testa
        è una testa contro un muro
        cedevole per ora.

        E le sue mosse
        sono tentativi di eludere
        il verdetto universale.

        Ho capito
        che è già a metà cammino.

        Ma questo a me non l'ha detto,
        no.

        "Questa è mia madre"
        mi ha detto soltanto.
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