Scritta da: Silvana Stremiz

Crepuscolo

Sfiorata dalle ombre dei morti
Sull'erba dove muore il giorno
L'arlecchina s'è spogliata
E specchia il suo corpo nello stagno
Un ciarlatano crepuscolare
Vanta i prossimi giri
Il cielo incolore è costellato
Di astri pallidi come il latte
Sul palco il pallido arlecchino
Saluta subito gli spettatori
Stregoni venuti di Boemia
Qualche fata e gli incantatori
Staccata una stella
la maneggia con le braccia tese
Mentre coi piedi un impiccato
Suona i piatti cadenzando
La cieca culla un bel bambino
Passa la cerva con i suoi cerbiatti
Il nano guarda con un'aria triste
Ingigantire l'arlecchino trismegisto.
Wilhelm (Guillaume) Apollinaire de Kostrowitsky
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    La bianca neve

    Gli angeli gli angeli nel ciel
    Uno è vestito da ufficial
    Uno è vestito da cucinier
    E gli altri a cantar

    Bell'ufficiale color del ciel
    Dopo Natale maggio verrà
    E d'un bel sole ti decorerà
    Ti decorerà

    Spenna le oche il cucinier
    Le oche oh che
    Oh che neve cade e perché
    Fra le mie braccia la mia bella non c'è.
    Wilhelm (Guillaume) Apollinaire de Kostrowitsky
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      La canzone del maleamato

      Una sera di mezza bruma a Londra
      Un monellastro che somigliava al
      Mio amore mi si fece incontro e fonda
      Mi lanciò una guardata tale da
      Farmi chinar gli occhi d'onta

      Fischiettava una sua canzone
      Le mani in tasca e mentre lo seguivo
      Di quella strada nel canalone
      Mar Rosso aperto sembravamo
      Lui gli Ebrei io Faraone

      Cada quell'onda di mattoni giù
      Se tu non fosti bene amata
      Io son davvero il Re d'Egitto e in più
      La sua sorella sposa la sua armata
      Se l'unico amore non sei tu

      Alla svolta d'una via bruciante
      Di tutti i lumi delle facciate

      Piaghe di nebbia sanguinante
      Vivo lamento delle facciate
      Un'ubriaca a lui somigliante

      Carico l'occhio d'inumanità
      Sul collo nudo la cicatrice
      Da una taverna sbucò là
      Nell'ora in me rivelatrice
      Dell'amorosa falsità

      Tornato in patria finalmente
      Il saggio Ulisse fu riconosciuto
      Dal vecchio cane Teneramente
      La moglie presso un gran tessuto
      Stava ad attenderlo fidente

      Stanco di vincere si rallegrava
      Di Sakuntala il regale signore
      Allorché languida lei ritrovava
      Mentre occhi pallidi d'attesa e d'amore
      La sua gazzella accarezzava

      A quei felici re ho pensato
      Quando l'amore falso e quella
      Di cui son sempre innamorato
      Le loro perfide ombre urtando
      Così infelice m'hanno lasciato

      L'inferno è fatto di questi rimpianti
      Un cielo d'oblio s'apra ai miei voti
      Per un suo bacio del mondo i regnanti

      Morti sarebbero Tapini famosi
      Offerta avrebbero l'ombra ai mercanti

      Ho svernato nel mio passato
      Ora ritorni il sole di Pasqua
      A riscaldare un cuor più gelato
      Dei Quaranta che a Sebaste
      Meno di me han martirizzato

      Memoria mia mia bella vela
      Abbastanza s'è navigato
      In un'onda a bersi nera
      Abbastanza s'è divagato
      Dalla bell'alba alla triste sera

      Addio falso amore confuso
      Con la donna che s'allontana
      Con quella che ho perduto
      L'anno scorso in Germania
      E mai mai più ho riveduto

      O Via lattea sorella luminosa
      Di Cànaan dei bianchi rivi
      E d'un bianco corpo di sposa
      Ti seguiremo morti nuotatori privi
      Di fiato in altra nebulosa?

      Mi ricordo d'un altr'anno
      Era l'alba d'un giorno d'aprile
      Io cantavo il mio dolce affanno
      Cantavo l'amore con voce virile
      In quel momento d'amore dell'anno.
      Wilhelm (Guillaume) Apollinaire de Kostrowitsky
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