Poesie di Tommaso Mazzoni

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Scritta da: Tommaso Mazzoni

Temporale ad Akragas

Colonne,
nude file di colonne
erette verso il cielo,
dalle trabeazioni spezzate,
erose, rotolate
giù per il crinale.

Dal didentro
dell'antico tempio semidistrutto,
nel silenzio più profondo,
nella pace degli olivi,
sulla cima della collina
inverdita, mi guardo intorno,
e il tempo trascorso
di secoli e millenni,
come l'immensità di questo cielo,
mi rivela in uno l'infinito,
il passato, il presente,
l'incerto ed il certo domani.

Canti greci, elevantisi
dall'ara più distante,
echeggiano per la valle.
(Ma quel metro, quel ritmo,
o Cantore di questa terra travagliata,
non hai tu carpito
prima di riposare
sotto quel pino solitario? ).

Ecco avanzarsi il temporale
dalle minacciose cupe nubi d'autunno
guidate dal caldo vento di scirocco.

Con il volto verso il cielo,
immerso in un canto corale,
raggiunto dall'acre odore
di corpo sacrificale
al concludersi del rito,
resto così, assorto, muto,
colonna fra le colonne immobile,
bagnato dalla pioggia.

La stessa pioggia che da sempre
cede il passo alla secca saetta
che, accecante ed assordante,
Giove Pluvio decreta.
Tommaso Mazzoni
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    Scritta da: Tommaso Mazzoni

    La mia tavolozza

    Che peccato non essere un pittore!

    Ti ho guardata: gli occhi tuoi chiari,
    i capelli castani, il nasino all'insù,
    la faccina rotonda, mento ovale,
    il collo lungo, nobile, stile Modigliani,
    la pelle chiara, lo sguardo sorridente,

    con una tela, pennelli e tavolozza,
    ben presto avrei fissato quel momento
    in cui tu hai risposto al mio "buongiorno!".

    Studierò disegno, mi eserciterò nella pittura,
    comprerò tela, pennelli, colori e tavolozza:
    tutto quanto occorra per ritrarti.

    Attaccherò questo quadro del tuo volto
    nel mio gremito studio dei ricordi,
    nella fantasiosa galleria
    delle immagini belle ed armoniose
    che, attraverso l'arte, riescono a parlare
    direttamente all'anima, senza parole.
    Tommaso Mazzoni
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      Scritta da: Tommaso Mazzoni

      Rose rosse

      Venticinque rose rosse ho qui per te.
      Te le mando, te le porgo da lontano:
      venticinque sono gli anni che vicino
      sono stato, e son tuttora, insieme a te.

      Vorrei dir del nostro amore e delle pene,
      ma conosci di quest'anni il bene e il male;
      questo amore che, cercando, non ha uguale
      è legame, e non esistono catene.

      Tanti, tanti, tanti auguri a te, Graziella,
      ideale mia compagna della vita
      da quei giorni, ormai lontani, che eri "Lella".

      La tanta stima per te, e non s'è assopita,
      questo amore che ogni giorno si rinnova,
      tutt'e due ne son per me la vera prova.
      Tommaso Mazzoni
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