Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Osservato

Sbuca lo stronzo dal fondo del cesso
guardingo mi scruta dall'acqua, indefesso,
rimango perplesso. Nemmeno una scossa ne turba la posa:
continua a studiare ogni singola mossa
– apertura, flessione, estrazione –
anche quando lo stagno in cui è immerso
s'increspa, e ingiallendo si scalda
– flessione, richiamo, chiusura. –
Non ho il coraggio di guardare quando tiro la catena
– avrà osservato anche il sollievo sul mio volto? –
Ormai ho l'impressione di annegare una creatura:
spengo la luce, appoggio la mano e mi volto.
Ma il dubbio poi resta, se ineluttabile è il destino:
forse s'è aggrappato, forse è ancora vivo
temo e spero, sorrido e rimpiango
piango e mi consolo: di suoi figli è pieno il mondo.
Simone Sabbatini
Composta sabato 17 luglio 2010
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Micromondi visibili e non

    Il vento sconquassa le fronde piovose
    che tuonano l'aria d'acute frustate;
    la nebbia confonde la nuda natura
    che suona la sera di freddi rumori.
    La terra bagnata si copre di foglie
    che cadono l'acqua sull'acqua caduta;
    il freddo pungente diventa già ghiaccio
    che trema la gente su strade gelanti.
    Il buio si veste di bianca magia:
    la coltre uniforma i colori del mondo.
    Cristalli incantevoli ingannano il tempo:
    colpiscono i sensi, l'immaginazione,
    producono strane reazioni nel cuore,
    nell'anima candide nuove emozioni.
    E allora ignoriamo quel mondo nascosto,
    la vita protetta dal morbido velo;
    quel piccolo mondo sommerso e isolato,
    la vita minuscola immersa nel bianco.
    Simone Sabbatini
    Composta lunedì 22 novembre 1999
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Percezioni

      Il mondo sobbalza ad ogni battito di cuore
      come fosse un terremoto in un barattolo di sale.
      E raggiunge l'equilibrio sopra un filo di rugiada
      tra un collasso artificiale e un'esplosione di natura.
      Che stare in bilico è un'arte stabile, il gioco sporco
      della vita che si batte, della storia che diviene.
      Sparisce il mondo ad ogni battito di ciglia
      su questo letto che in altri moti mi somiglia.
      Simone Sabbatini
      Composta giovedì 26 gennaio 2006
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Che cosa ancora?

        Non potevano bastare quelle lacrime bloccate
        dalla vergogna amara del non sentire niente;
        non bastava certamente quell'angoscia e quel dolore
        per i quali cerchi un alibi e ne trovi poi un milione,
        ed altre mille false scuse da non credere più a nulla.
        Non può bastar davvero questo senso di impotenza
        questo vuoto che t'aiuta neanche prendere coscienza
        dell'attaccamento al male, la ricerca d'un malore
        un buon motivo per morire tra la rabbia e il non-sudore.
        Ci voleva senza dubbio questo tumido torpore,
        questo tiepido calore, questo torbido rumore
        di treno che rinforza e adesso svelto fila
        sul mare dei giorni d'oggi senza sale né onde,
        senza iceberg o punte profonde
        profuse tra l'amarezza dolce d'una stupida poesiola
        e la valanga triste della neve in questa scuola.
        Simone Sabbatini
        Composta venerdì 24 giugno 2005
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Turista dell'anima estiva

          Nasce un sentimento:
          nuovo o troppo vecchio,
          c'è sempre più paura
          che grida alla ragione
          per una spiegazione.
          A volte c'è finzione
          o immaginazione.
          Ma è quando la risposta è
          Non c'è razionalità,
          che allora che si fa?
          Che allora questi vuoti,
          questi buchi
          Memoria...
          Coscienza...
          Storia...
          E allora c'è questo temporale
          (per me meravigliosa compagnia),
          che dentro piango e rido
          e il cielo piange e ride
          lacrime portate dal vento
          sotto questo fazzoletto di stelle
          assediate, abbagliate dal sole
          fulmineo,
          d'un lampo ch'è sera e mattino,
          d'un tuono, d'un sogno vicino
          turista dell'anima estiva.
          Simone Sabbatini
          Composta venerdì 20 luglio 2001
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