Scritta da: Simone Sabbatini

L'uccello dell'oltre cielo

Volando nel Buio Ultra Stellare
l'Uccello dell'Oltre Cielo
raggiunge il Fuoco Puntiforme della mia Concentrazione Sub-Conscia
ed urla sibili estasianti di Non-memoria,
squarcia il velo della Normalità col suo grido di ghiaccio:
Bellezza.

Mi accorgo d'improvviso di trovarmi altrove
che non ricordo più nemmeno rispetto a quale Dove
che la strada si consuma come fosse Vita
come fosse a una distanza sempre più impietrita
la fiamma che sa solo dove andare.
Il problema non è tornare:
ho imparato a perdere
lo sguardo nel Nero Vuoto, e ritrovare
tutto il Vero Dietro.
No, l'angoscia è ripartire
sognare senza dormire
farla finita e non morire...
Non basta un foglio bianco, o mezzo scritto:
passano Istanti di Secolo prima che ritorni
attraversando l'Oltre Cielo, le sue nubi storte,
e mi riporti le Note Assolute dagli Scarlatti Giorni
e le altre Dirompenti Cose, che già credi siano morte
o state mai.
Cosicché ti stupisci ancora
- ma in fondo ogni Mondo ha la sua Vita
ogni Vita la sua Regola, e i nomi -
di quel manto di morbide foglie gialle che ti ricopre la sera
e non c'è più spazio.
Composta venerdì 23 aprile 2010

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