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Poesie di Silvio Squillante

Studente universitario, nato venerdì 8 giugno 1990 a Nocera Inferiore (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Silvio Squillante

Vestirmi di pensieri ed uscire...

Vestirmi di pensieri ed uscire,
prender posto lì, s'un gomito di sabbia
che s'allunga verso il mare.
Sporcare con le dita
la purezza di una pagina bianca
è ciò che mi diletta,
vivere nel occhio di quel ciclone
che chiamano ispirazione
rivalutare
la mia innocenza, la mia sensibilità.
Ho lasciato una bozza di sogno
sul tavolo della realtà,
aspetto solo un piccolo segnale
per rientrare
e porre il brivido su carta.
Eccolo.
Composta martedì 22 febbraio 2011
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    Scritta da: Silvio Squillante

    Vieni via con me...

    Vieni via con me
    ammireremo i nostri sogni
    prender corpo;
    vieni via con me
    se non vuoi restar schiacciata dal peso
    del quieto vivere;
    vieni via con me
    e ci ameremo
    come i pigmenti di luce e di buio.
    Non venir via con me
    solo perché gli occhi bangati
    di promesse fanno rumore...
    proprio come il tinitinnio della brina
    per chi non l'ha mai ascoltata.
    Composta domenica 13 febbraio 2011
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      Scritta da: Silvio Squillante

      Riff di vita

      La vita ha un proprio corpo,
      un proprio suono.
      Tuttavia le note delle canzoni
      si incastonano all'anima,
      si legano agli attimi
      e li guidano nella loro incolore solitudine.
      Si diffonde il respiro del cantante
      che urla il suo dolore
      ed io piango per lui,
      piango per me.
      Dolce è la musica che pretese non ha,
      lei si compiace
      nell'essere delizia degli uomini
      almeno da "un sempre".
      Composta domenica 13 febbraio 2011
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        Scritta da: Silvio Squillante

        Percuotono il mio spirito...

        Percuotono il mio spirito
        scialbi respiri edonistici.
        Si è palesata l'immensa gioia del dolore
        l'ho fermata con macchie nere e vermiglie.
        Due mari tormentano la mia anima,
        è una terra vergine
        divisa tra visioni e realtà.
        Sbatter frenetico di palpebre, sento
        la vita scuotermi, sono ritornato alla realtà.
        Mi libero, volo nel vento come sabbia,
        mi lascio portar dove vuole lei.
        Ti riconosco stupida, stupenda, tremante amica.
        Composta martedì 8 febbraio 2011
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          Scritta da: Silvio Squillante

          Non disdegno più l'appellativo di folle...

          Non disdegno più l'appellativo di folle,
          da quando esso cataloga
          chi come me,
          vuol esser felice ad ogni costo
          e cambiare il mondo con i suoi ideali.
          I saggi scrutano con sdegno la realtà,
          mi invitano a cospargermi di denaro e di anni.
          Rinnega la tua anima, oh poeta,
          rinnega la stupida corsa
          che ti vede competere col treno
          e spompato poi allungare il viso
          in uno stupido sorriso.
          Composta martedì 8 febbraio 2011
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