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Le migliori poesie di Salvatore Riggio

Studente, nato mercoledì 1 febbraio 1989 a Grevenbroich (Germania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Salvatore Riggio

Giusy

Ti affido questo a te, ne sarai la custode,
non importa se talvolta lo graffierai con le unghia
poiché il tuo palmo sarà un eterna carezza a questo mio cuore.
Ti dono tutto me, considerami pure tuo
ma non sarò tuo schiavo, nemmeno a te sarò incatenato,
ne sarò la tua ombra, sarò molto meglio poiché io rispetto a lei vivo
e ci sarò sempre non solo quando ce il sole di un giorno estivo.
Passeranno mesi, passeranno anni ma giuro ti sarò sempre accanto,
anche nelle notti piu buie che tenebre getteranno sul tuo cammino,
farò in modo che la fiamma che arde in me li caccino via.
Da sempre mi chiedevo quale fosse il motivo della esistenza mia,
adesso che t'ho conosciuta so finalmente quale sia il mio destino.
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    Scritta da: Salvatore Riggio

    La lacrima rubata e l'anima infastidita

    Con quelle tue innocenti parole,
    mi feristi, mi calpestasti inconsapevolmente.
    Graffiando ciò che nel mio petto è custodito, il cuore,
    mi facesti sentire un nullafacente...

    Un amara tristezza mi assalì,
    qualsiasi cosa io provassi in quel momento.
    Mi fece stringere la gola, il pugno
    che sbattè violentemente su quel tavolo
    finche ogni rumore, bisbiglio in queste mura nel nulla svanì.

    Ora quel pugno addolorato da quell'impatto che ha avuto,
    pian piano sciolse la presa, sciolse le dita
    e si posò sul altra mano facendomi notare che una goccia
    li sopra andò a finire. Come se volesse dare un sollievo a quel dolore
    portandomi a chiedere da quale cielo essa sia caduto.

    In quell'attimo miei occhi sentirono un strano bruciore,
    solo dopo averlo realizzato mi accorsi che avevo la vista accecata
    e tutto ciò che mi stette intorno era sfumato e senza forme.
    Qualcosa mi disse che la mia anima fu infastidita, fu disturbata
    provocata da questa grande delusione, da questo rancore.
    Solo allora son riuscito a capire che quella goccia proveniva da me
    e che non era altro che una lacrima da cui la mia anima si è liberata.
    Alla quale sarebbe meglio dire... le è stata rubata!
    Composta giovedì 22 ottobre 2009
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      Scritta da: Salvatore Riggio

      Senza ritorno

      Tutto ciò che avevo
      e morto insieme a te.
      Ti giuro amore mio
      un giorno smetterò di piangere.
      Mi rialzo e ricomincio a camminare
      perché so che lo avresti voluto
      ora che ci siam dovuti salutare...

      Sarà triste sarà dura
      ora che cammino solo avrò paura.
      Sarà come non lo è stato
      non come lo avevamo sognato.

      Oh fato!
      Perché me l'hai strappata via
      questa fine non se lo meritava
      dovevi prendere vita mia.
      Ma ormai a lei ti sei presa
      e indietro non si può ritornare
      ora cammino solo senza nessuno
      con cui mi possa confidare.

      Amore mio se mi senti!
      Ti chiedo scusa
      so che non vuoi che m'arrendi.
      Ma da solo non ce la faccio...
      Già un ombra vicino a me sento
      ma stranamente non sono triste bensì contento!
      Perché tra un po' sarò accanto a te
      e insieme smetteremo di piangere...
      Composta venerdì 9 ottobre 2009
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        Scritta da: Salvatore Riggio

        Intrappolato

        Barcollai nel buio della mia ombra
        e lo spazio nero mi avvolse.
        Udii ogni singolo battere nel petto
        poiché talmente oscuro
        divenne che il fiato mi tolse.

        Barcollai nel buio della mia ombra
        ma nulla potei intravedere in quell'infinita distesa,
        niente che sia un appiglio, una sporgenza
        e nemmeno l'aiuto di una mano tesa.
        Dove in ogni dove sembrò che regnasse il silenzio
        finche pure lei, la mia speranza, cessò di esistere,
        poiché alcun sostegno trovò e alla fine
        anch'io come lei mi dovetti arrendere.

        Barcollai nel buio della mia ombra
        e ormai consapevole della mia prigionia
        persi l'equilibrio e caddi, mentre
        lo spazio nero ancor di più mi avvolse.
        Trascinandomi con sé, con la sua agonia.
        Composta mercoledì 14 ottobre 2009
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          Scritta da: Salvatore Riggio

          Vicini, distanti...

          Guardai la rugiada che sui fili d'erba si ripose,
          brillando di luce propria sotto questa luna
          che un essere insignificante mi fece sembrare.
          Mi persi nei meandri dei miei pensieri,
          pensai: Quale vicini eravamo, ci ritroviamo così distanti...
          Non sai quanto desideri riaverti, tenerti stretta,
          per un ultima volta poterti baciare.
          Ma ormai le nostre strade si son divise
          ed ora percorriamo diversi sentieri.
          Chissà quando esse si riuniranno? Ma non conta,
          poiché già so che per te non sono più importante.
          Composta domenica 25 ottobre 2009
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